SERGIO CARLACCHIANI, DOPO 18 GIORNI IN RIANIMAZIONE: «SONO FUORI PERICOLO, MA INIZIA UN PERCORSO LUNGO E MOLTO DOLOROSO»

Diciotto giorni difficili, segnati da una grave insufficienza respiratoria e da traumi importanti. Sergio Carlacchiani, artista civitanovese e ideatore della manifestazione “Vita Vita”, è finalmente fuori pericolo di vita dopo il drammatico incidente in moto avvenuto a Civitanova Alta.
La sua moto era rimasta coinvolta in uno scontro con un’automobile. Carlacchiani aveva riportato numerose fratture e un versamento polmonare, condizioni che avevano reso necessario il ricovero in Rianimazione. Ora, dopo quasi tre settimane, arriva quella che lui stesso definisce «una bellissima notizia»: il pericolo di vita è alle spalle.
Il percorso verso il recupero, però, sarà lungo e complesso.
«La distruzione ossea e psicologica è drammaticamente seria. Sarà un percorso lungo e molto doloroso», racconta Carlacchiani, che sta ancora facendo i conti con le conseguenze fisiche dell’incidente e con il peso psicologico di quanto accaduto.
Le ferite riportate sono numerose: «Ho 12 costole fratturate e due vertebre lombari. Poi la clavicola destra e la scapola destra pluriframmentata». A questo si aggiungono una significativa perdita di peso e la mancanza di appetito. Dopo 18 giorni di insufficienza respiratoria, anche parlare è diventato faticoso. Le sue parole arrivano quindi brevi, ma restituiscono la dimensione di una battaglia ancora tutta da affrontare.
Carlacchiani, qual è oggi la notizia più importante che vuoi dare a chi si è preoccupato per te?
«Ho solo una bellissima notizia: sono fuori pericolo di vita».
Una frase semplice, ma che racchiude il primo grande traguardo dopo giorni di apprensione.
Resta anche il tema della dinamica dell’incidente. Carlacchiani spiega di non avere ricordi diretti di quei momenti: «Io purtroppo non ricordo nulla dell’incidente, ero in stato di incoscienza».
Nel suo racconto aggiunge una riflessione personale su quanto potrebbe essere accaduto: «Sembrerebbe chiaro che una ragazza si sia immessa in strada travolgendomi».
Quello che comunque appare chiaro nelle sue parole è il modo in cui questa esperienza ha cambiato la sua percezione del rischio e della vita.
«Io giuro che mai più consegnerò la mia vita a una incauta svista», dice Carlacchiani, affidando a questa frase tutta la drammaticità di quanto vissuto. Ma proprio dal dolore arriva anche una nuova prospettiva sul futuro.
«Speriamo di dare ancora più senso al mio esistere in questa terra rafforzando la mia idea di creatività, fratellanza e pace».
È forse questo, oggi, il pensiero che più rappresenta Sergio Carlacchiani: la voglia di trasformare una prova durissima in una nuova occasione per dare significato alla propria vita e a ciò che ha sempre cercato di trasmettere attraverso l’arte e le iniziative culturali. Il pericolo di vita è alle spalle, ma davanti c’è ancora una strada impegnativa. Ci saranno la riabilitazione, il dolore, il recupero delle condizioni fisiche e il necessario percorso psicologico. Per un artista abituato all’energia, alla creatività e al rapporto con le persone, la sfida ora è tornare gradualmente alla normalità.
Un passo alla volta. Con una consapevolezza nuova e, soprattutto, con la voglia di continuare a esserci.

Nella foto: Sergio Carlacchiani con Alda Merini in un momento di grande Poesia.

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