PORTA ZOPPA O PORTA SAN PAOLO, UN BENE STORICO DA TUTELARE: «BASTA CON LE IDROPULITRICI AD ALTA PRESSIONE»

Amedeo Regini richiama l’attenzione sullo stato di conservazione di Porta Zoppa, conosciuta anche come Porta San Paolo, storico manufatto realizzato nei primi anni del Cinquecento e considerato un importante elemento del patrimonio monumentale locale.
La domanda posta da Regini è diretta: la porta e la sua antica scalinata sono davvero oggetto della necessaria manutenzione e della cura che un bene storico di questo tipo richiederebbe?
Secondo Regini, uno dei principali problemi è rappresentato dalla presenza ormai costante dei piccioni. Il guano si accumula in particolare sulla scalinata, creando, a suo giudizio, problemi di decoro e possibili condizioni di rischio per chi percorre il passaggio, oltre a sollevare una questione igienico-sanitaria.
Il problema, però, non sarebbe soltanto la presenza degli uccelli. Nel mirino finiscono anche le modalità utilizzate per la pulizia della scalinata.
«L’intervento più significativo messo in atto da Comune e Cosmari – sostiene Regini – è la pulizia periodica della scalinata con acqua ad alta pressione attraverso un’idropulitrice». Un’operazione che, secondo quanto riferisce, viene effettuata più volte al mese.
Ma il risultato, sostiene Regini, non sarebbe risolutivo: i piccioni continuano infatti a frequentare la zona e il guano torna ad accumularsi, riproponendo gli stessi problemi.
A preoccupare maggiormente è però il possibile effetto dell’utilizzo ripetuto dell’acqua ad alta pressione su una struttura antica. La scalinata, ricorda Regini, è realizzata in mattoni, alcuni dei quali di epoca storica, mentre altri sarebbero stati sostituiti nel tempo con materiali più moderni.
Secondo la sua valutazione, l’azione della lancia ad alta pressione potrebbe interessare anche i mattoni antichi e, soprattutto, le giunture tra gli elementi della pavimentazione, contribuendo nel tempo al loro deterioramento.
Per questo Regini chiede innanzitutto una verifica dello stato di conservazione della scalinata, con particolare attenzione alle giunture e alle zone in cui i mattoni antichi convivono con quelli sostituiti successivamente.
«Se si continua a pulire la scalinata con un’idropulitrice ad alta pressione – sostiene Regini – si rischia di rovinare definitivamente l’antica scalinata. Un danno inaccettabile da scongiurare».
Da qui la richiesta di cambiare approccio: non soltanto intervenire periodicamente per rimuovere il guano, ma affrontare alla radice il problema della presenza dei piccioni, individuando una soluzione compatibile con il valore storico e monumentale del luogo.
Per Regini, quindi, è necessario un intervento scientificamente sostenibile e affidato a esperti qualificati, capace di allontanare i piccioni da Porta Zoppa senza compromettere l’integrità del manufatto.
La tutela di un bene storico, sottolinea in sostanza Regini, non può limitarsi alla pulizia ordinaria: occorre anche evitare che le modalità di manutenzione finiscano, nel lungo periodo, per danneggiare proprio ciò che si intende conservare.

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