“MEGLIO LE DONNE CHE ESSERE GAY”. GALLIANO MICUCCI CHIEDE “RISPETTO E TOLLERANZA” A BORRONI E DIFENDE LA STORIA DEI CATTOLICI E DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

palazzoDa Galliano Micucci riceviamo e pubblichiamo:
Sicuramente Borroni si sarà sorpreso delle forti reazioni ai suoi commenti sulla frase di Berlusconi ” meglio le donne che essere gay ” o il giudizio sui rappresentanti UDC ” i soliti democristiani “.
Perché tanto clamore se le quotidiane battute di Berlusconi e Bossi sono entrate oramai nel lessico normale della destra populista italiana senza suscitare una reale indignazione popolare?. Non si collegano immediatamente, infatti, le frasi omofobe verso i gay con gli assalti ai loro circoli, con le aggressioni fisiche che qua e là la cronaca ci riporta verso quelli dichiarati, ma anche verso gli adolescenti che alla ricerca della loro identificazione sessuale mostrano qualche incertezza. Si alimenta così uno spirito di intolleranza civile che purtroppo non viene solo da Borroni , ma dai massimi rappresentanti della vita pubblica italiana.
A proposito di democristiani, a distanza di qualche anno ci si può indignare di fronte alle dichiarazioni di Berlusconi che si paragonava a De Gasperi e si ergeva a nuovo paladino dei valori cattolici ?
E’ paragonabile un uomo pluridivorziato, pluriprocessato, con problemi di escort e minorenni con un uomo probo, integerrimo, il cui unico impegno era la ricerca del bene comune e la ricostruzione dell’Italia dopo la guerra ?
Sorvoliamo sul doppio comportamento di Borroni che da una parte disprezza i democristiani e dall’altro ne chiede il voto per mantenere il suo incarico istituzionale.
I democristiani, seppure con qualche eccezione durante l’ultimo periodo prima di tangentopoli, in cinquant’anni di storia d’ Italia hanno dato figure come De Gasperi, Fanfani, La Pira, Dossetti, Moro, Zaccagnini che hanno ricostruito un Paese sommerso dalle macerie della guerra prodotta dal fascismo, hanno battuto il comunismo e scelto la democrazia ed il libero mercato, hanno favorito lo sviluppo e la rappresentanza delle forze intermedie superando lo schema padroni-proletari, hanno dato ai cittadini condizioni di Welfare tra le migliori del mondo. I democristiani hanno dato a noi giovani degli anni 60-70 l’opportunità di scegliere e costruire il futuro nostro e della società con il lavoro, lo studio, i diritti da pretendere ma anche i doveri da rispettare, la possibilità di fare una famiglia gustandone le gioie ma accettandone anche i sacrifici e le rinunce.
Come paragonare questo passato generoso certamente non solo merito dei democristiani, ma a cui essi hanno fortemente contribuito, ad oggi, con giovani che per la metà vivono senza lavoro o con lavoro così precario da non poter progettare il futuro, sfiduciati anche dopo essersi impegnati ed ottenuto buoni risultati nello studio, lontani da una politica che si dedica agli affari ed alla salvaguardia degli interessi personali
Di fronte alle frustrazioni delle giovani generazioni, a questo sempre maggiore distacco tra i cittadini e la politica, alle voci inascoltate di chi difende la famiglia, anche la Chiesa si interroga sul suo ruolo nella società italiana. Nella recente settimana sociale dei cattolici italiani tenutasi a Reggio Calabria si è invocato un cattolicesimo che dia un taglio netto con la sua mai sepolta tentazione di pensare a se stesso, al proprio tornaconto, per mettersi ancora una volta a disposizione di tutti e dare un contributo all’intero Paese per offrire risorse e strumenti per cambiare in meglio le condizioni della società.
Il problema non è tattico, se la UDC guarda al PD o viceversa per fare un governo locale o nazionale purchessia, ma riguarda i cattolici come tutti i cittadini che lamentano il vuoto educativo per i minori, i valori individualisti ed egoisti prospettati ai giovani, una politica che non si fa carico del problema del lavoro, di misure a favore delle famiglie, una pubblica opinione a cui si sottrae lentamente la capacità critica da parte di una TV schiacciata sulla cronaca lacrimosa o su frivolezze emozionanti.
Certamente bisogna chiedere a Borroni come ad ogni rappresentante delle istituzioni dal Presidente del Consiglio in giù, rispetto e tolleranza per il prossimo, ma si tratta di chiedere ai cittadini, alle forze sociali ai partiti politici con quale impegno ed iniziative concrete pensano di restituire dignità alla vita pubblica, a sollecitare il meglio da ciascuno di noi, a rendere attuali le parole di Paolo VI ” la politica è la più alta espressione della carità umana “.

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