FRANCIA O SPAGNA PURCHÉ SE MAGNA. TRASFORMISMO, MALE ITALICO E… CIVITANOVESE

Il trasformismo è il male più antico d’Italia ed è una caratteristica che unisce nord e sud. “Francia o Spagna purché se magna” ammoniva il Guicciardini più di 400 anni fa…

E non si contano gli italiani che passano da un potente di turno ad un altro. Storia vecchia. Come non ricordare i tanti che osannavano Mussolini e la sua feroce dittatura per poi rinnegarlo e diventare antifascisti. O il trasformismo dei “ferventi democristiani” emigrati verso altri lidi nel momento della crisi. O ancora il leader che parla alla pancia delle persone ma anche al loro portafoglio. Che dire poi di tutti i faccendieri o gli eletti che passano in schieramenti opposti perché seguono il potere per il proprio tornaconto. Berlusconi prima, poi Renzi che all’europee riuscì a prendere più del 40% dei voti o Salvini con il Papeete “datemi tutto il potere per cambiare”.
Adesso lo vediamo con donna Giorgia e i tanti che sono approdati opportunisticamente ai Fratelli d’Italia all’ultimo minuto. I trasformisti della Puglia eletti nel centro destra e passati al centro sinistra solo perché in quella regione il centro sinistra aveva il potere. E per non dire dei trasformisti di casa nostra, certo in formato ridotto, che nelle elezioni amministrative si fanno eleggere in una lista con tanto di giuramenti solenni di fedeltà ai programmi e agli obiettivi per poi, nel giro di pochi mesi, passare in altre liste per avere più potere o perché insoddisfatti della ripartizione del potere, un lunghissimo elenco. O ancora di chi, eletto in minoranza, ammicca alla maggioranza come se tutto fosse normale non dovendone dar conto agli elettori in un paese come il nostro. Come non pensare a Morresi che eletto in minoranza passò con la maggioranza in cambio del posto di Presidente del consiglio comunale. O lo stesso Ciarapica che eletto da civico simpatizzò con Salvini per poi approdare in Forza Italia sulla via di Bertolaso e d’incanto ritrovarsi vicesegretario regionale e candidato (perdente ndr) alle regionali. Si potrebbe scrivere un elenco lungo di trasformismi e opportunismi. Fa anche effetto vedere il buon Ercoli e il suo fedele Antonelli passare da Berlusconi a Salvini passando tramite Renzi. Si invaghirono di Berlusconi in quella fase in cui era “l’unto dal Signore” e, quando venne con la nave ad Ancona, Ercoli si prodigò nell’andare a ‘pescare’ centinaia di aragoste per offrirle al capo di turno. Poi l’ascesa di Renzi che vide Ercoli andare ai gazebo del PD per sostenerlo e votarlo nelle primarie e firmare la dichiarazione con cui tutti quelli che partecipavano alle primarie dovevano attestare il loro appoggio al programma del Partito democratico. Poi, una volta disintegrata la stella del potere renziano lo si è visto passare alla stella salviniana, che ben rappresentava la pancia e il portafoglio degli italiani. Ecco, bisogna fare i conti con questo trasformismo la cui stella polare è l’essere sempre vicini a chi ha il potere di turno per il proprio potere, per il proprio tornaconto e la storia vedrete non finisce qui.

Di Giulio Silenzi

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