CIVITASVOLTA INTERPELLA GLI ELETTORI DI SIAMO CIVITANOVA: «CHIEDANO CONTO DELLE SCELTE POLITICHE»

«Il prezzo che i buoni pagano per la loro indifferenza alla cosa pubblica è quello di essere governati da uomini malvagi». È la celebre frase attribuita a Platone scelta da CivitaSvolta per introdurre una riflessione sul rapporto tra cittadini, rappresentanti eletti e responsabilità politica.
Il movimento parte dalla ricostruzione contenuta nel recente intervento del capogruppo del Partito Democratico, Francesco Micucci, e pone una domanda direttamente agli elettori di Siamo Civitanova. Il punto sollevato riguarda la vicenda delle firme davanti al notaio che, secondo quanto riferito da Micucci, avrebbero potuto determinare la conclusione anticipata dell’amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio Ciarapica. Secondo la ricostruzione richiamata da CivitaSvolta, Silvia Squadroni sarebbe stata inizialmente disponibile a sottoscrivere l’atto, salvo poi fare un passo indietro. CivitaSvolta precisa che si tratta di una ricostruzione che dovrà essere valutata alla luce dei fatti, ma sostiene che, se quanto riferito corrispondesse al vero, agli elettori di Siamo Civitanova spetterebbe il diritto di chiedere spiegazioni alla propria rappresentante. «Che cosa ne pensano gli elettori di Siamo Civitanova?», è la domanda posta dal movimento, che invita i cittadini ad andare oltre le appartenenze politiche e le contrapposizioni tra consiglieri.
Secondo CivitaSvolta, infatti, una scelta politica può produrre conseguenze politiche e, qualora una firma fosse stata determinante per raggiungere l’obiettivo di porre fine anticipatamente all’amministrazione e quella firma non fosse arrivata, sarebbe legittimo per gli elettori domandarne le ragioni.
Il movimento sottolinea di non voler alimentare attacchi personali: «Non chiediamo a nessuno di insultare, aggredire o condannare nessuno». L’invito è piuttosto a chiedere chiarimenti pubblicamente e a interrogarsi sulla coerenza tra le decisioni assunte dagli eletti e le ragioni per cui i cittadini hanno deciso di votarli.
Le domande indicate da CivitaSvolta sono quindi precise: «Perché quella firma non è stata apposta?» e, soprattutto, «Quella decisione è coerente con le ragioni per cui è stato chiesto il voto ai cittadini?».
Il ragionamento del movimento si allarga poi al principio della rappresentanza democratica. Il voto, sostiene CivitaSvolta, «non è una delega in bianco»: chi viene eletto ha il diritto di compiere le proprie scelte, ma gli elettori hanno altrettanto diritto di chiedere conto delle decisioni assunte da chi li rappresenta.
Se il mancato raggiungimento delle firme necessarie avesse effettivamente contribuito a mantenere in carica l’attuale amministrazione, conclude CivitaSvolta, non si tratterebbe soltanto di una vicenda interna al Consiglio comunale, ma di una questione politica sulla quale i cittadini hanno il diritto di esprimersi.
Ed è proprio agli elettori di Siamo Civitanova che il movimento rivolge il proprio appello finale: prima delle polemiche tra partiti e consiglieri, ascoltare la voce di chi ha espresso il proprio voto.
«Perché la politica non finisce dentro un’urna elettorale. Comincia lì».

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