CIVITANOVA, UN PIANO ANTENNE INACCETTABILE

Un piano antenne non accettabile quello proposto dall’Assessore all’urbanistica all’ultimo consiglio comunale del 29 aprile e approvato dalla sola maggioranza.

Predisposto con ritardo, dopo che la Legge Regionale lo chiedeva dal 2017, rimasto in bozza nel cassetto di qualche ufficio per mesi, ripescato dopo varie sollecitazioni del centro sinistra, nel suo iter di formazione non ha visto il coinvolgimento della cittadinanza, semplicemente informata dei contenuti di un regolamento già bello che “impacchettato”, nel corso di una sola, poco pubblicizzata e poco partecipata assemblea.

Non sono stati coinvolti nemmeno i consiglieri di minoranza, perché il regolamento non è stato aperto ad eventuali proposte di modifica in seno alla competente commissione consiliare, come si è fatto invece per altri regolamenti.

Grave anche che non sia stata accolta la proposta dei consiglieri di centro sinistra di rinviare la discussione del punto ad altro consiglio comunale, così nuovamente impedendo di interloquire, in modo costruttivo, sui contenuti di un piano che non prevede nemmeno efficaci procedure di controllo e di monitoraggio degli impianti già esistenti. L’assessore in Consiglio ha assicurato siano tutti a norma, salva poi la precisazione del tecnico presente che, a titolo esemplificativo, ha affermato che le antenne di Via Guerrazzi, nel quartiere di San Marone, hanno avuto l’ultimo monitoraggio nel 2019!

Un regolamento che lascia aperti degli spazi di contrattazione tra l’Ente locale e gli Enti gestori per la delocalizzazione e lo spostamento degli impianti già installati, così di fatto vanificando lo specifico scopo del piano antenne, che è quello di dare indicazioni prioritarie a cui le Compagnie telefoniche debbono attenersi.

Un piano che non ha nemmeno recepito le indicazioni della Provincia, all’esito della procedura di VAS, sulla particolare attenzione da porre ai siti vietati di cui all’art. 10 della Legge regionale 12/2017. Nel regolamento sarebbe stata infatti opportuna la specificazione che per tutta la città, sarà impedito il collocamento sui siti vietati di cui all’art. 10, come raccomandato dalla Provincia, invece di dare tutto per scontato. E comunque non si concorda a prescindere sulla scelta delle zone individuate, vedi ad esempio, l’allocazione di un impianto sul palo della luce dello Stadio polisportivo, frequentato da ragazzi, studenti e popolazione civitanovese.

Un regolamento pieno di lacune e non condivisibile, sottoposto all’Assise e alla città nella stessa giornata in cui è entrata in vigore una legge nazionale che ha innalzato il limite delle emissioni elettromagnetiche da 6 V/m a 15 V/m, (praticamente più del doppio), per lo sviluppo della rete 5 G nel nostro paese.

Quello di Civitanova è un piano antenne inaccettabile per le consigliere di minoranza Letizia Murri (Gruppo consiliare Ascoltiamo la città) e Mirella Paglialunga (Gruppo consiliare Per Civitanova).
“Dopo anni di discussione, di proteste da parte degli ambientalisti, con l’Istituto Superiore della Sanità che sta ancora studiando le eventuali conseguenze sulla salute della diffusione della rete 5 G, dall’attuale Governo -scrivono le due consigliere- è stato avallato legislativamente l’aumento del limite delle emissioni elettromagnetiche.
Ebbene, in un momento come questo, nel mentre diversi Comuni hanno già assunto posizione politiche nette, anche firmando ordinanze contro il 5G, invocando il principio di precauzione e di minimizzazione del rischio di esposizione, la maggioranza che amministra questa città, al contrario, vota un regolamento poco incisivo, laddove invece sarebbe stato più che mai necessario mettere dei paletti chiari, da poter opporre agli Enti gestori.
Nel sottoporlo all’aula, la maggioranza -concludono le due consigliere- ha fatto capire che nemmeno crede più di tanto in questo strumento, lasciando intendere che le società di telefonia continueranno ad avere margine per fare come vogliono con buona pace della salute collettiva, che il piano antenne dovrebbe in primis tutelare.”

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