CHIEDEVA SOLDI ALLA MADRE PER LA DROGA, MINACCE E AGGRESSIONI: 38ENNE A PROCESSO

Un rapporto familiare segnato, secondo l’accusa, da continue richieste di denaro, minacce e aggressioni. È il quadro ricostruito dalla Procura nei confronti di un 38enne di Civitanova, imputato per maltrattamenti nei confronti della madre ed estorsione.
La vicenda giudiziaria riguarda una serie di episodi che sarebbero cominciati nel dicembre dello scorso anno e che avrebbero avuto come sfondo l’abitazione condivisa dai due. Il figlio, secondo la contestazione, avrebbe rivolto alla madre pesanti offese e minacce, arrivando anche a prospettarle la morte. Le richieste di denaro sarebbero state legate all’acquisto di sostanze stupefacenti e, in alcune occasioni, la donna sarebbe stata costretta a procurarsi soldi chiedendoli in prestito.
A rendere ancora più pesante la situazione sarebbero state le reazioni violente dell’uomo durante alcuni momenti di rabbia. In casa avrebbe colpito mobili e suppellettili e, in una circostanza, avrebbe sferrato pugni contro la porta della camera da letto della madre, continuando a insultarla e a urlarle contro.
Le aggressioni, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, non si sarebbero limitate all’interno dell’abitazione. In un episodio il 38enne avrebbe preso a calci la macchina della madre. In un altro avrebbe colpito ripetutamente la donna con degli schiaffi, per poi spingerla con forza contro un cancello vicino alla loro casa.
Tra gli episodi finiti al centro del procedimento c’è quello dell’11 gennaio. Erano circa le 6 del mattino quando, secondo quanto contestato, il 38enne avrebbe afferrato la madre per i capelli e le avrebbe intimato di consegnargli del denaro. La donna avrebbe quindi dovuto dargli i soldi che aveva con sé nel portafoglio. La situazione aveva richiesto l’intervento dei carabinieri, arrivati nell’abitazione dove madre e figlio vivevano insieme.
Per quell’episodio è stata formulata l’accusa di estorsione.
Un secondo episodio dello stesso tipo sarebbe avvenuto il 17 gennaio. In quel caso, la madre sarebbe stata costretta, dopo una minaccia di morte, a recarsi all’ufficio postale per ritirare 200 euro. Il denaro sarebbe poi servito, secondo l’accusa, per accompagnare il figlio ad acquistare la droga.
La vicenda è approdata ieri davanti al tribunale di Macerata. Nel corso della prima udienza, davanti al giudice Marika Vecchiarino, il processo è stato rinviato all’11 dicembre. Nel frattempo, infatti, a carico del 38enne sono emerse altre tre contestazioni per estorsione, che dovranno essere affrontate nell’ambito del procedimento.

Il 38enne, che dovrà ora difendersi dalle accuse formulate nei suoi confronti, è assistito dall’avvocato Simone Matraxia.

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