AI MARTEDÍ DELL’ARTE CON “L’EREDITÁ DEL MEDIOEVO”

Il prof. Roberto Mancini ha concluso il ciclo dei suoi incontri nella riuscitissima rassegna dei “Martedì dell’Arte”, svolgendo un ampio confronto fra Medio Evo e Modernità e mettendo in risalto quelli che sono stati gli aspetti di vita e gli apporti di personaggi illustri, iniziando da San Francesco d’Assisi, in particolare la sua dimensione spirituale del rapporto tra uomo e natura nella quale seppe cogliere forse più che ogni altro santo nella bimillenaria storia della Chiesa, ritenendo che la natura non è solo a servizio del sostentamento materiale dell’uomo ma anche a servizio del suo perfezionamento spirituale e morale.
Da parte del prof. Mancini tutta una serie di riferimenti su quelli che sono stati gli aspetti di quella che viene considerata a bivalenza del Medioevo, non possibili da sintetizzare per via della loro complessità, come quella di concetti riferentesi a parole importanti come la “liberazione”, la “coralità”, considerando una barbaria quella riferentesi al principio della “competizione”. L’obiettivo comunque importante è stato quella della capacità di comprendere “giustizia”, “solidarietà” e altri principi. Più volte è emerso nella relazione il concetto che “Dio è il più grande di ogni religione” e che nella forma di vita del Vangelo è esplicito il principio che niente nella natura è male.
Possiamo quindi concludere con l’accenno fatto a Erasmo da Rotterdam ( 1466 o 1469 – 1536) il quale sosteneva la centralità dell’uomo e studiava filologicamente gli antichi testi evangelici per contribuire al ritorno al cristianesimo originario.
Nella foto il prof. Mancini e la presidente dell’associazione culturale Arte, Anna Donati.

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