25 APRILE A CIVITANOVA. TROIANI E LA DESTRA CERCANO ANCORA UNA VOLTA DI RISCRIVERE LA STORIA

Aspettando il primo maggio, una valutazione sul 25 aprile che, com’era previsto, è stato usato dalla destra civitanovese, dagli ex missini, per cercare di riscrivere la storia. Il 25 aprile rappresenta la Liberazione, la festa della liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. Tuttavia, non dovrebbe essere solo un ricordo del passato, ma dovrebbe simboleggiare il rilancio di un progetto di pace e dei valori costituzionali. A Civitanova si sta cercando, negli ultimi anni, da parte del Comune di sminuire il momento popolare vissuto nel luogo che è sempre stato un punto di raccolta, il monumento ai Caduti della Resistenza in Piazza Gramsci, con convegni in sala consiliare in cui la destra cerca di riscrivere la storia attraverso Troiani, presidente del consiglio e fervente post-fascista. Non possiamo dimenticare le sue posizioni sul 25 aprile quando scrisse “il 25 aprile non è la mia festa” e definì la Liberazione “festa dei ladri, degli assassini e dei nullafacenti mascherati e concussi con i politici (pochissimi) dell’opposizione al regime, finita la guerra, passati gli anglo americani, gli sciacalli si sono mascherati da eroi, sciacalli erano e sciacalli rimangono”. Post che riscossero diversi ‘mi piace’ tra cui quello di Pierpaolo Borroni.Sulla Resistenza e sui partigiani aggiunse “hanno trucidato, assassinato, violentato, decine di migliaia di connazionali italiani comprese donne e bambini non certo perché combattenti in camicia nera ma per odi e vendette personali”.
La guerra partigiana ridotta a una guerra civile, come una sorta di neutralità tra due schieramenti. Anni fa, Ciarapica (altro ex missino non pentito), quando gli fu chiesto se l’antifascismo fosse un valore rispose di non saperlo, ma come sindaco ha giurato sulla Costituzione. Per anni non ha mai pronunciato, in occasione del 25 aprile, le parole Resistenza e partigiani e non ha evidenziando le tragedie della dittatura nazifascista, come se la Liberazione fosse qualcosa di scontato, senza sapere da cosa ci siamo liberati. Tante le contestazioni fatte, ma il suo atteggiamento nella sostanza non è mutato. Ed ora è in buona compagnia con i suoi amici ex missini, da La Russa alla Meloni. Il 25 aprile è considerato solo una celebrazione da svolgere e poi basta e così passa un altro anno. Ecco perché se Troiani e Ciarapica vogliono questo tipo di programma, la firma dell’Anpi nel manifesto del Comune del 25 aprile che lo legittima non dovrebbe esserci: il 25 aprile tutti dovrebbero essere in Piazza Gramsci con interventi, musica e festeggiamenti.
Fortunatamente su questi temi, sull’antifascismo e sulla libertà, è ancora forte il sentire di molti civitanovesi e non va disperso questo valore.

Di Giulio Silenzi

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