PISTARELLI E CRUCIANELLI CHIEDONO LA SCARCERAZIONE: DECIDE IL RIESAME DI ANCONA
Nuovo passaggio giudiziario nell’inchiesta sugli appalti pubblici che vede coinvolti Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto della Regione Marche, e l’imprenditore Enrico Crucianelli, ex presidente di Ance Macerata e della società Crucianelli Rest Edile. Le difese dei due indagati hanno presentato istanza per ottenere la revoca della custodia cautelare in carcere. Ora la decisione spetta al Tribunale del Riesame di Ancona, chiamato a valutare le richieste di scarcerazione.
Entrambi si trovano attualmente detenuti nel carcere di Montacuto. La vicenda si inserisce nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA), che ipotizza un sistema di presunte irregolarità nella gestione e nell’affidamento di appalti pubblici.
A Fabio Pistarelli viene contestata l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, nell’ambito di presunti meccanismi di pilotaggio delle procedure di affidamento dei lavori pubblici.
Per quanto riguarda Enrico Crucianelli, le contestazioni comprendono, tra le altre, l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, bancarotta e l’affidamento di subappalti a imprese in difficoltà economica, ritenute dagli inquirenti vicine ad ambienti malavitosi. Su quest’ultimo aspetto, tuttavia, il giudice per le indagini preliminari ha escluso la sussistenza dell’aggravante mafiosa.
Dopo gli interrogatori di garanzia, durante i quali entrambi gli indagati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, i rispettivi legali hanno depositato le richieste di riesame, chiedendo anche la revoca della misura cautelare.
Adesso l’attenzione è rivolta al Tribunale del Riesame di Ancona, che dovrà esaminare le istanze difensive e pronunciarsi sulla permanenza delle esigenze cautelari e sulla possibilità di disporre la scarcerazione.
La decisione rappresenterà un passaggio importante nell’iter giudiziario dell’inchiesta. Resta fermo che le contestazioni formulate dagli inquirenti dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento e che per entrambi gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.




