INCHIESTA SULLE MONACHETTE, LA PROCURA CHIEDE IL CARCERE PER ANDREA INTERMESOLI

Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2026

Si apre una fase decisiva nell’inchiesta relativa all’ex convento Corpus Domini, conosciuto in città come “Le Monachette”. La Procura distrettuale di Ancona ha avanzato una richiesta di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’imprenditore maceratese Andrea Intermesoli, 57 anni, coinvolto nell’indagine che ruota attorno a presunti episodi di corruzione legati alla compravendita dell’immobile e all’affidamento dei successivi lavori di recupero.

L’imprenditore, assistito dall’avvocato Paolo Giustozzi, è atteso davanti al giudice per le indagini preliminari Sonia Piermartini per l’interrogatorio preventivo. Sarà proprio al termine dell’audizione che il gip dovrà valutare se accogliere la richiesta della Procura e, in caso affermativo, quale misura cautelare eventualmente disporre.

La procedura rientra nelle disposizioni introdotte dalla riforma Nordio dell’agosto 2024, che prevede, in determinate condizioni, la possibilità per l’indagato di essere ascoltato dal giudice prima della decisione sulla misura cautelare, dopo aver avuto accesso agli elementi investigativi raccolti a suo carico.

La vicenda riguarda l’ex monastero del Corpus Domini, situato in via Armaroli, nel centro storico di Macerata. L’edificio, riconducibile alle società Avinstas e Mabi, nelle quali Intermesoli ricopre incarichi societari, era stato acquistato dalla famiglia dell’imprenditore prima del terremoto del 2016 per circa 2,4 milioni di euro.

Successivamente, nel 2024, l’immobile è stato ceduto all’Erdis per 3,3 milioni di euro, con l’obiettivo di trasformarlo in una struttura destinata ad accogliere studenti universitari.

A rendere particolarmente rilevante l’operazione è anche il successivo affidamento dei lavori di ristrutturazione e risanamento conservativo. L’appalto, sostenuto da un finanziamento pubblico di 3,9 milioni di euro disposto dall’Ufficio speciale per la ricostruzione, era stato assegnato a un’associazione temporanea di imprese nella quale figurava Enrico Crucianelli, imprenditore ed ex presidente Ance.

L’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata su Intermesoli durante un’attività investigativa già avviata dalla Guardia di finanza di Ancona nei confronti di Crucianelli e dell’imprenditore calabrese Vincenzo Chiappalone, da anni residente a Sassoferrato.

Un passaggio determinante risalirebbe al 14 maggio 2024, quando Intermesoli avrebbe incontrato Crucianelli. La conversazione, registrata dagli investigatori, sarebbe stata preceduta dalla richiesta di spegnere i telefoni cellulari.

Secondo la ricostruzione accusatoria, nel corso del colloquio Intermesoli avrebbe prospettato la possibilità di attivarsi per favorire l’esito della procedura relativa ai lavori delle Monachette. Nel dialogo sarebbe emerso anche il riferimento a un compenso pari al 2% dell’importo dell’appalto, circostanza che ha indotto i finanzieri ad approfondire la questione.

Gli accertamenti successivi avrebbero portato alla luce presunti accordi che coinvolgerebbero anche Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli, con riferimento sia alla gara per il restauro dell’edificio sia alla precedente operazione di vendita all’Erdis.

Tra gli aspetti ricostruiti dagli inquirenti figura anche una somma di circa 350mila euro che, secondo l’ipotesi investigativa, Intermesoli avrebbe dovuto agli imprenditori Cervigni ed Ezechielli.

Una parte di questo importo sarebbe stata collegata, nella ricostruzione della Guardia di finanza, all’agevolazione dell’operazione di compravendita dell’ex convento. Gli investigatori avrebbero inoltre individuato un possibile collegamento con l’affidamento dei lavori di ristrutturazione.

In particolare, il 2% del valore dell’appalto, quantificato in circa 120mila euro, sarebbe stato destinato, secondo l’accusa, in parte a Cervigni ed Ezechielli e, attraverso questi ultimi, anche a Fabio Pistarelli, all’epoca capo di gabinetto della Regione Marche. Per quest’ultimo la somma ipotizzata sarebbe stata di 10mila euro, mentre la parte restante sarebbe rimasta nella disponibilità di Intermesoli.

Pistarelli e Crucianelli sono stati a loro volta coinvolti nell’inchiesta e raggiunti da provvedimenti restrittivi. Secondo gli investigatori, il ruolo dell’allora capo di gabinetto regionale sarebbe stato rilevante sia nella fase iniziale dell’operazione sia nella gestione delle successive criticità.

Un ulteriore elemento sarebbe emerso alla fine del 2025, quando il presidente della Regione Francesco Acquaroli avrebbe contestato a Pistarelli presunte pressioni esercitate su dirigenti e funzionari pubblici. In quel contesto, temendo che la vicenda delle Monachette potesse emergere, Pistarelli avrebbe invitato Ezechielli a interrompere i contatti con Intermesoli. Agli atti figurerebbe anche una frase attribuita allo stesso Pistarelli: «Se viene fuori so morto».

L’avvocato Paolo Giustozzi invita a mantenere distinti i diversi filoni investigativi e a non sovrapporre le contestazioni. Il legale ha sottolineato che l’indagine relativa alla presunta corruzione nell’affare delle Monachette non sarebbe direttamente collegata all’inchiesta principale sulla ricostruzione post-sisma e che, pertanto, le due vicende devono essere esaminate separatamente.

«Il mio assistito si trova in un momento di grande prostrazione, come può accadere a qualsiasi persona nei cui confronti viene richiesta una misura carceraria», ha dichiarato il difensore, descrivendo le condizioni psicologiche dell’imprenditore alla vigilia dell’interrogatorio.

La difesa ha inoltre precisato che anche un altro filone investigativo, relativo alla locazione dell’ex albergo Claudiani all’Erdis per destinarlo a studentato, risulta ancora in fase di accertamento.

La decisione del giudice sull’eventuale applicazione della misura cautelare arriverà dunque dopo l’interrogatorio preventivo. Sarà quello il primo passaggio decisivo per chiarire la posizione di Intermesoli nell’ambito di un’indagine che continua a fare luce sui rapporti tra affari privati, appalti pubblici e presunti interventi di intermediazione.

 

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