APPENDINO ATTACCA FRATELLI D’ITALIA SUL CASO MARCHE: «MELONI ROMPA IL SILENZIO»
L’inchiesta sulla presunta rete di appalti e corruzione legata alla ricostruzione post terremoto nelle Marche approda anche sul terreno dello scontro politico nazionale. Nel mirino del Movimento 5 Stelle finiscono Fratelli d’Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il governatore marchigiano Francesco Acquaroli.
A intervenire è la deputata pentastellata Chiara Appendino, che accusa i vertici del partito di maggioranza di non prendere posizione su quanto sta emergendo dall’indagine che coinvolge Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto e stretto collaboratore del presidente della Regione.
Secondo Appendino, la vicenda non può essere considerata soltanto una questione giudiziaria, ma impone anche una riflessione sulle responsabilità politiche. La parlamentare pone una domanda precisa: Acquaroli era a conoscenza di quanto stava accadendo oppure non si è accorto di nulla? Due ipotesi che, secondo l’esponente M5S, richiedono comunque risposte e spiegazioni.
L’attacco si estende anche a Giorgia Meloni. Appendino chiede alla premier di intervenire pubblicamente, sottolineando che la struttura commissariale per la ricostruzione fa capo direttamente a Palazzo Chigi. Nel suo intervento richiama inoltre le migliaia di famiglie colpite dal sisma del 2016, chiedendo che venga fatta chiarezza su una vicenda che riguarda interventi e risorse destinati a territori ancora segnati dalle conseguenze del terremoto.
Sulla stessa posizione si schiera il deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede, secondo il quale Meloni e i vertici di Fratelli d’Italia avrebbero lasciato soli sia Acquaroli sia il commissario Castelli. Fede considera il silenzio dei dirigenti del partito un segnale politico significativo, alla luce della gravità delle contestazioni emerse nell’inchiesta.




