ALBERTO FRANCA ROMPE IL SILENZIO: «SONO ESTRANEO AI FATTI». PRONTO IL RICORSO CONTRO L’AST DI FERMO
La vicenda dell’inchiesta Ricostruzione si arricchisce di un nuovo capitolo sul fronte fermano. Al centro c’è Alberto Franca, ex direttore socio-sanitario dell’Ast di Fermo, che attraverso il proprio legale ribadisce la totale estraneità alle contestazioni e annuncia battaglia contro la decisione dell’azienda sanitaria di interrompere il suo rapporto di lavoro.
L’ingegnere, 63 anni, è finito nell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona con l’ipotesi di divulgazione di segreti d’ufficio. Il suo nome compare negli atti relativi alla presunta rete di rapporti tra imprenditori e referenti istituzionali nell’ambito di alcune procedure e appalti sanitari.
La decisione è stata assunta dal direttore generale Roberto Grinta, che con la determina numero 435 ha disposto la cessazione immediata del rapporto di lavoro, motivando il provvedimento con il venir meno del rapporto fiduciario. Franca ricopriva l’incarico dal maggio 2024.
La scelta dell’Ast ha provocato la dura reazione della difesa. L’avvocato Igor Giostra contesta le modalità con cui è arrivata la revoca, sottolineando che non ci sarebbero stati passaggi preliminari per consentire al proprio assistito di fornire chiarimenti sulla vicenda. Secondo il legale, non ci sarebbero state richieste di spiegazioni, né un confronto preventivo, né provvedimenti dell’autorità giudiziaria che imponessero l’interruzione dell’incarico. Da qui la decisione di impugnare il provvedimento nelle sedi competenti.
Il coinvolgimento di Franca nell’inchiesta emerge soprattutto da alcune conversazioni intercettate dagli investigatori. In particolare, gli atti riportano riferimenti a una procedura relativa all’accreditamento di una struttura socio-sanitaria nel Fermano e a questioni riguardanti la gestione di appalti e servizi ospedalieri.
Tra gli episodi ricostruiti figura anche una conversazione del maggio 2025 relativa al contratto di manutenzione dell’ospedale Murri di Fermo. Nel dialogo tra due imprenditori arrestati nell’ambito dell’operazione si farebbe riferimento a un compenso di 50mila euro all’anno per sei anni, per un totale di 300mila euro.
Un altro passaggio riguarda un incontro del luglio 2025 a Porto San Giorgio, durante il quale Fabio Pistarelli avrebbe fatto riferimento a Franca parlando dei rapporti e delle iniziative relative alle questioni di Fermo e Ascoli. Sono elementi che gli inquirenti stanno valutando nell’ambito del più ampio quadro investigativo.
Franca, attraverso il proprio difensore, continua a respingere ogni addebito e a dichiararsi estraneo alle condotte contestate. La sua posizione dovrà ora essere esaminata nelle sedi giudiziarie, mentre sul piano amministrativo si apre il contenzioso con l’Azienda sanitaria fermana.
L’inchiesta Ricostruzione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e condotta dalla Guardia di Finanza, coinvolge complessivamente 51 indagati e riguarda presunti illeciti nella gestione dei fondi per la ricostruzione post sisma e negli appalti pubblici.




