L’OMBRA DELLA ’NDRANGHETA NEI CANTIERI MARCHIGIANI: IMPRENDITORE IN CARCERE, OTTO MILIONI DI FATTURE SOSPETTE
Un sistema di società che si sarebbero alternate nei subappalti, fatture per operazioni ritenute inesistenti per otto milioni di euro e presunti collegamenti con la ’ndrangheta. È il quadro al centro dell’inchiesta che coinvolge Vincenzo Chiappalone, imprenditore edile calabrese trasferitosi nelle Marche oltre vent’anni fa, attualmente in carcere e sospettato dagli investigatori di avere rapporti con ambienti della criminalità organizzata. Durante l’interrogatorio non ha risposto alle domande degli inquirenti.
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurano alcune intercettazioni nelle quali Chiappalone, parlando con un conoscente, avrebbe dichiarato di custodire un fucile automatico pronto all’uso e di avere commissionato un omicidio, incarico che, secondo quanto emerso, sarebbe stato successivamente revocato su sua stessa disposizione. Si tratta di circostanze che rientrano nel quadro accusatorio al vaglio della magistratura.
Sul fronte economico e societario, la Guardia di Finanza contesta all’imprenditore un volume di otto milioni di euro relativo a fatture per operazioni considerate inesistenti. Secondo l’ipotesi investigativa, il sistema si sarebbe basato su una successione di imprese formalmente intestate a prestanome: prima CN Costruzioni, poi Esmeralda e infine Edilnova. Le società avrebbero operato nel settore dei subappalti, per poi essere progressivamente svuotate e sostituite da nuove realtà aziendali.
Un meccanismo che, secondo gli inquirenti, avrebbe consentito di aggirare i controlli fiscali e sottrarsi ai debiti con l’Erario, permettendo alle attività di proseguire nei cantieri attraverso nuove denominazioni. Gli investigatori ipotizzano inoltre che questo circuito economico potesse contribuire al finanziamento di gruppi criminali attivi nella piana di Gioia Tauro, in Calabria.
Un passaggio ritenuto particolarmente significativo nell’inchiesta riguarda i rapporti con Enrico Crucianelli, imprenditore maceratese arrestato nell’ambito di un’indagine che lo considera una figura di collegamento tra organizzazioni criminali ed economia legale. A Crucianelli viene attribuita la capacità di aggiudicarsi oltre 800 appalti, pubblici e privati, nel Maceratese.
Secondo la ricostruzione investigativa, le imprese riconducibili a Chiappalone avrebbero lavorato in subappalto in oltre 200 cantieri privati. Tra le opere finite sotto la lente degli inquirenti figura anche il progetto per la realizzazione di uno studentato nell’ex convento delle Monachette di Macerata, diventato uno dei punti centrali dell’indagine.
Gli accertamenti mirano a ricostruire la rete di rapporti tra imprese, appalti e presunti interessi criminali, chiarendo il ruolo dei soggetti coinvolti e l’eventuale destinazione dei flussi di denaro. Le contestazioni restano al vaglio della magistratura e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie.




