CASTELLI CHIAMATO IN CAUSA DA UN INDAGATO DICE: «LA MIA CONDOTTA È SEMPRE STATA TRASPARENTE E NELLA LEGALITÀ»

Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2026

Nuovi elementi emergono dall’inchiesta “Ricostruzione”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e condotta dalla Guardia di Finanza, che riguarda diversi filoni investigativi, tra cui presunti appalti pubblici pilotati e possibili infiltrazioni della criminalità nei cantieri privati legati alla ricostruzione post sisma.

Nelle carte dell’indagine compare il nome del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che non risulta indagato. A citarlo è l’imprenditore Antonio Cervigni, arrestato nell’ambito dell’inchiesta, che in alcune conversazioni intercettate avrebbe definito Castelli «l’asso nella manica di Fabio», riferendosi a Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dimessosi nel dicembre 2025 e arrestato perché ritenuto dagli inquirenti un presunto riferimento di un gruppo coinvolto nel condizionamento degli appalti pubblici in cambio di denaro e altre utilità.

Al centro delle dichiarazioni di Cervigni c’è un incontro avvenuto in Regione con Castelli, all’epoca assessore, e Pistarelli. Il colloquio sarebbe stato collegato alla vicenda del complesso immobiliare delle ex Monachette di Macerata, successivamente acquisito dall’Erdis per realizzare uno studentato universitario.

Secondo quanto riportato nelle conversazioni intercettate, l’imprenditore avrebbe ipotizzato un ruolo di Castelli nel passaggio del finanziamento dall’ambito privato a quello pubblico per l’immobile oggetto dell’inchiesta. Nelle stesse conversazioni sarebbe stata avanzata anche l’ipotesi che Pistarelli potesse aspirare a diventare il vice di Castelli.

Il commissario straordinario ha respinto le insinuazioni, fornendo una ricostruzione dettagliata delle procedure amministrative e dei finanziamenti relativi al progetto.

Castelli ha spiegato che l’incontro a Palazzo Raffaello, favorito dall’allora capo di gabinetto Pistarelli, riguardava una richiesta di chiarimenti dell’Erdis su questioni amministrative di carattere pubblico, con particolare riferimento alla normativa sulla ricostruzione post sisma e al diritto al contributo per un immobile privato danneggiato dal terremoto, anche nel caso in cui venga acquistato da un ente pubblico.

«Informazioni pubbliche», ha precisato il commissario, sottolineando che la questione rientrava nella normale attività istituzionale svolta all’epoca in qualità di assessore regionale alla Ricostruzione.

Castelli ha inoltre escluso di aver mai preso in considerazione un eventuale inserimento di Pistarelli nella Struttura commissariale, affermando che tale ipotesi non si è mai concretizzata.

Nella sua ricostruzione, il commissario ha ricordato che l’Erdis aveva partecipato al bando ministeriale previsto dal decreto ministeriale n. 1257 del 2021, finalizzato al finanziamento di interventi per la realizzazione e la riqualificazione di alloggi destinati agli studenti universitari.

Il progetto relativo al complesso delle ex Monachette era stato inserito tra quelli finanziati con il decreto ministeriale n. 1488 del 6 novembre 2023.

Per rispettare le scadenze stabilite dal finanziamento, l’Erdis aveva quindi richiesto alla Struttura commissariale un’integrazione delle risorse, necessaria per procedere all’acquisto dell’immobile entro i termini previsti, pena la perdita del contributo ministeriale.

La Struttura commissariale intervenne con l’ordinanza speciale n. 68 del 21 dicembre 2023, approvando un contributo di 3.951.011,47 euro, destinato esclusivamente agli interventi e ai lavori per il miglioramento sismico dell’edificio.

A questa somma si aggiunsero 8.287.506,98 euro provenienti dal Ministero dell’Università e della Ricerca e 1.795.342,78 euro a carico dell’Erdis.

Castelli ha sostenuto inoltre che la proprietà avrebbe avuto diritto al contributo per la ricostruzione privata anche nel caso in cui l’immobile non fosse stato venduto all’ente pubblico, poiché l’edificio risultava inagibile con un danno riconducibile al sisma, secondo le verifiche e le disposizioni previste dalla normativa vigente.

Un altro punto affrontato dal commissario riguarda la figura del responsabile unico del progetto (Rup).

Castelli ha riferito di conoscere Pompili dal 2021 e di aver ricevuto da lui, nella primavera del 2025, una richiesta di consiglio personale sull’eventualità di assumere l’incarico di Rup per il progetto delle ex Monachette.

Secondo quanto dichiarato dal commissario, in quel momento Pompili aveva già lasciato l’Erdis e lavorava presso l’Università Politecnica delle Marche, mentre la procedura di affidamento dei lavori risultava già conclusa.

Castelli ha spiegato di avergli suggerito di valutare positivamente l’incarico, considerata la sua competenza e la complessità del progetto, precisando che si trattò di un consiglio personale, senza interferenze nelle procedure dell’Erdis.

Nel respingere le ricostruzioni attribuite agli indagati, Castelli ha ribadito la correttezza del proprio operato e la piena regolarità delle procedure seguite.

«La mia condotta è sempre stata trasparente, diligente e ossequiosa del principio di legalità. Il resto sono solo millanterie», ha dichiarato.

Il commissario ha infine definito prive di fondamento le interpretazioni e le insinuazioni formulate dagli indagati in merito alla vicenda, ribadendo che le decisioni amministrative relative al complesso delle ex Monachette sono state assunte nell’ambito delle procedure previste e nel rispetto delle scadenze imposte dal finanziamento ministeriale.

L’inchiesta prosegue per accertare le responsabilità relative ai diversi filoni investigativi. Le dichiarazioni riportate nelle intercettazioni costituiscono elementi dell’indagine e non equivalgono, di per sé, a prove definitive di responsabilità.

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