LA MOTONAVE “ADRIANO CECCHETTI”, LA STORIA RITROVATA DELLA GRANDE NAVE IN LEGNO COSTRUITA A CIVITANOVA

Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2026

Dai cantieri navali del litorale sud alla navigazione nel Mediterraneo, fino al tragico naufragio del 1972: un incontro pubblico farà luce sulla storia dimenticata della motonave nata a Civitanova Marche.

Una storia rimasta a lungo nell’ombra torna alla luce grazie a una ricerca che ha permesso di ricostruire le caratteristiche e le vicende della motonave da trasporto merci Adriano Cecchetti, realizzata nei cantieri navali civitanovesi e successivamente venduta a degli armatori di Molfetta, che le cambiarono il nome in Ferdinando. La sua vicenda, legata alla tradizione cantieristica della città, sarà al centro di un incontro pubblico in programma domenica 25 ottobre, alle 18.30, al Moletto Medusa, nella zona portuale, da Amedeo Regini.

La ricostruzione storica si inserisce nel più ampio percorso di riscoperta dei Cantieri Navali Adriano Cecchetti, aperti nel 1941 sul litorale sud di Civitanova Marche, dietro la Casa del Balilla, oggi sede della Biblioteca comunale. L’area sulla quale sorgevano era di proprietà della signora Fritz, erede della famiglia nobiliare Bonaccorsi.

Nel corso degli anni, diversi ricercatori locali hanno documentato l’attività dei cantieri attraverso fotografie e pubblicazioni dedicate alle imbarcazioni costruite in quel periodo. Tra queste figurano motopescherecci, navi in ferro come l’Adriano Cecchetti I e l’Adriano Cecchetti II, mezzi destinati ai Vigili del Fuoco e lancette.

Una particolarità di quelle costruzioni era il trasferimento delle imbarcazioni fino al punto di varo. Alcune venivano realizzate all’interno delle Officine Cecchetti e trasportate successivamente attraverso la città, trainate da un camion motrice. Il percorso partiva dalle officine, attraversava piazza XX Settembre e raggiungeva il luogo del varo, trasformando l’operazione in uno spettacolo seguito dalla popolazione.

Tra le vicende ricostruite mancava, tuttavia, quella della grande motonave in legno Adriano Cecchetti, un’imbarcazione a due alberi destinata al trasporto delle merci. Grazie a una lunga ricerca e alla consultazione dei registri navali, è stato possibile recuperare informazioni e caratteristiche tecniche della nave, riportando alla memoria un capitolo significativo della storia marittima cittadina.

Dopo la costruzione e il varo, la motonave venne venduta ad armatori di Molfetta, che le assegnarono il nuovo nome di Ferdinando. Da quel momento solcò non soltanto le acque dell’Adriatico, ma anche quelle del Mediterraneo orientale, raggiungendo diverse isole fino a Malta.

La sua storia si concluse tragicamente nel 1972. Mentre si trovava al largo di Sebenico, nei pressi dell’isola di Zlarin, a bordo scoppiò un incendio che si propagò rapidamente, avvolgendo l’intera nave e provocandone l’affondamento. Il capitano e i sei membri dell’equipaggio riuscirono a salvarsi: dopo alcune ore furono soccorsi dalla nave passeggeri Tintoretto e trasportati nel porto di Ancona.

L’incontro di domenica sarà quindi un’occasione per approfondire questa vicenda e recuperare un tassello della memoria storica di Civitanova, ripercorrendo il legame tra la città, il mare e l’attività dei suoi cantieri navali.

All’appuntamento parteciperanno Amedeo Regini e la professoressa Vecchiarelli, presidente dell’Archeoclub di Civitanova Marche. Previsto anche l’intervento dell’avvocato Roberto Gaetani, che declamerà in dialetto civitanovese la poesia Discorsi de Pescheria, composta nel 1941 dal poeta dialettale civitanovese Raimondo Ciribè.

Un momento dedicato alla storia della navigazione e della cantieristica locale, ma anche alle tradizioni popolari e alla cultura cittadina, per restituire spazio a una vicenda che rischiava di essere dimenticata.

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