FRODE IVA DA 100 MILIONI DI EURO: IL RIESAME ANNULLA LE MISURE CAUTELARI PER QUATTRO INDAGATI
Il Tribunale del Riesame di Torino ha annullato le misure cautelari nei confronti di quattro uomini arrestati ai primi di ottobre dalla Guardia di Finanza nell’ambito di una maxi-inchiesta su una frode carosello transnazionale all’Iva nel settore delle materie plastiche, basata sull’utilizzo di fatture false per circa 100 milioni di euro.
Le indagini delle Fiamme Gialle hanno fatto emergere l’utilizzo strumentale, da parte di un’associazione a delinquere con base nelle Marche e ramificazioni in diverse regioni italiane e all’estero, di società cartiere e filtro con sedi in Italia, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e Ungheria. Attraverso queste società venivano scambiate fatture relative a operazioni inesistenti, con l’obiettivo di consentire ai formali acquirenti della merce di detrarre indebitamente l’Iva applicata alle transazioni, in gran parte mai effettivamente realizzate.
Tra gli arrestati figura anche Giuseppe Cerolini, ex patron della Civitanovese. Il Tribunale del Riesame di Torino ha accolto le istanze presentate dai legali di Domenico Basile, 67 anni, di Porto Recanati, dell’imprenditore Marco Bruglia, 58 anni, di Castelfidardo, di Pierluigi Benedetti, 65 anni, di Jesi, e di Alessandro Scuteri, 60 anni, residente in provincia di Torino.
Il collegio ha disposto l’immediata scarcerazione di Scuteri e Benedetti, oltre all’immediata liberazione di Basile e Bruglia. Quest’ultimo è difeso dagli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli.
«Siamo molto soddisfatti dell’esito – commentano i legali Netti e Romagnoli –. Attendiamo di leggere le motivazioni dell’ordinanza con la quale è stata annullata la misura cautelare, che al momento non conosciamo. Riteniamo che il Tribunale del Riesame abbia comunque avuto modo di comprendere come la posizione del nostro assistito presenti rilevanti differenze rispetto a quelle degli altri indagati».
Al termine delle indagini, coordinate dalla Procura europea (European Public Prosecutor’s Office), i finanzieri di Torino e Ancona avevano eseguito un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Torino, Paola Vetro, nei confronti di 18 persone: otto destinatarie della custodia cautelare in carcere e tre degli arresti domiciliari. L’operazione aveva inoltre portato al sequestro di beni e denaro per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro.
Cerolini, già detenuto in seguito a condanne per altri reati fiscali e difeso dall’avvocato Giannino Voltattorni, durante l’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere.




