SANITÀ: LA VERITÀ SUL RIENTRO DI 40 MILIONI. NASCONDONO I PROVVEDIMENTI

Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2026

Il presidente della Regione Marche, Acquaroli, richiama i direttori delle AST (Aziende sanitarie territoriali) affinché rientrino nelle spese programmate. Avevamo dato per primi la notizia che l’AST di Macerata avrebbe dovuto rientrare di ben 40 milioni di euro. Una notizia vera, tanto che lo stesso Acquaroli è tornato sugli incontri di fine luglio, durante i quali i direttori erano stati sollecitati a effettuare risparmi che, complessivamente, avrebbero inciso sul bilancio della sanità regionale per ben 200 milioni di euro. Di questi, 40 milioni rappresentavano la quota a carico dell’AST di Macerata.
Il direttore Marini, in un’intervista al Resto del Carlino, non ha potuto fare altro che confermare la necessità di questo rientro, senza però spiegare come sarebbe avvenuto, quali misure si stessero adottando e quale impatto avrebbero avuto sui servizi sanitari destinati agli utenti. Oggi Acquaroli, prendendo atto dell’assenza di programmi di rientro significativi, richiama con ancora maggiore fermezza i direttori e parla addirittura di sprechi nella spesa sanitaria. Le aziende che devono affrontare i maggiori rientri sono quelle di Macerata e di Ascoli Piceno.
Ora, a onor del vero, bisogna dire che i fondi pubblici destinati alla sanità, da parte della Regione e dello Stato, sono del tutto insufficienti a garantire livelli qualitativi adeguati delle prestazioni. I finanziamenti alla sanità, in rapporto al PIL, sono infatti tra i più bassi d’Europa.
Detto questo, resta da capire come si intenda realizzare il rientro. Marini afferma che non farà tagli, ma rientrare di quelle cifre appare impossibile senza interventi significativi sulla spesa. Il rischio è che i tagli vengano semplicemente mascherati attraverso decisioni che, di fatto, aggirino il problema senza affrontarlo apertamente. Rimane quindi tutta intera una domanda: che cosa sta predisponendo, o ha già predisposto, l’AST di Macerata per recuperare i 40 milioni di euro richiesti dalla Regione?
Servono risposte chiare e dettagliate: quali interventi verranno attuati, quali importi si prevede di risparmiare con ciascuna misura e, soprattutto, quale sarà l’impatto di queste scelte sui servizi sanitari offerti ai cittadini.
Quali conseguenze ci saranno per la sanità a Macerata e a Civitanova Marche?
Quaranta milioni di euro non sono bruscolini.

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