INDIPENDENZA ECONOMICA FEMMINILE, ELSA FORNERO A CIVITANOVA: «BASTA CON LA LOGICA ASSISTENZIALE»

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2026

L’autonomia economica delle donne come strumento di libertà, emancipazione e contrasto alla violenza economica. È stato questo il tema al centro del primo Forum nazionale sull’indipendenza economica e finanziaria al femminile, organizzato a Civitanova Marche da Banco Marchigiano con il supporto organizzativo di Inhub. Tra gli interventi più attesi, quello dell’economista ed ex ministra del Lavoro Elsa Fornero, collegata in videoconferenza da Torino.

Fornero ha richiamato la necessità di superare un approccio fondato prevalentemente su bonus e sussidi, puntando invece su un cambiamento strutturale delle condizioni che limitano l’indipendenza delle lavoratrici.

«È necessario un affrancamento dalla logica assistenziale verso il mondo delle lavoratrici», ha affermato, sottolineando l’importanza di ridurre le disparità salariali e garantire alle donne la possibilità di compiere scelte autonome, senza dipendere economicamente dalla famiglia o dalle istituzioni. Secondo l’ex ministra, occorre intervenire sulle disuguaglianze che penalizzano le donne nel mercato del lavoro, anziché affidarsi soltanto a misure compensative.

Il quadro emerso durante il Forum evidenzia quanto il tema sia ancora attuale. I dati richiamati nel corso dell’incontro, tra cui quelli dell’indagine Edufin Index 2025, indicano un divario nelle competenze finanziarie tra uomini e donne. A questo si aggiungono le difficoltà nell’accesso alle risorse economiche e la diffusione della violenza finanziaria, che può tradursi nel controllo del denaro, nell’esclusione dalle decisioni familiari e nella limitazione della libertà personale.

Nel suo intervento, Fornero ha ripercorso anche alcune esperienze maturate durante il periodo trascorso a Palazzo Chigi, ricordando gli ostacoli incontrati nel tentativo di introdurre cambiamenti nelle politiche del lavoro e nella distribuzione delle responsabilità familiari.

Tra gli esempi citati, la proposta di rendere obbligatorio il congedo di paternità, considerata un passaggio importante per promuovere una maggiore condivisione dei compiti di cura tra uomini e donne. Un intervento che, secondo l’economista, avrebbe contribuito ad aprire la strada a un cambiamento culturale necessario per favorire la parità.

La tavola rotonda ha riunito esponenti del mondo economico, accademico, sociale e bancario. Sono intervenuti Monica Rovelli, responsabile dello sviluppo dei progetti di Feduf, il sociologo Massimiliano Colombi, direttore scientifico della Fondazione B.Live Ets, la docente di economia politica Giulia Bettin, la manager di Cassa Centrale Banca Roberta Famà, Elisa Giusti del Centro antiviolenza e Massimo Tombolini per Banco Marchigiano.

Tra i temi affrontati anche il ruolo dell’educazione finanziaria all’interno della famiglia. Monica Rovelli ha evidenziato come le abitudini economiche e gli stereotipi di genere si formino fin dall’infanzia, influenzando il rapporto con il denaro e le scelte delle generazioni successive.

All’iniziativa hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni regionali, tra cui l’assessore Francesca Pantaloni e la consigliera Jessica Marcozzi.

A completare il confronto, le testimonianze di Giada, Gina e Sara, tre donne appartenenti a generazioni differenti, che hanno portato esperienze legate all’autonomia economica, all’intraprendenza professionale, alla maternità e alla precarietà lavorativa.

Storie diverse, unite da una questione comune: la possibilità di costruire un percorso di vita indipendente passa anche dalla disponibilità di risorse proprie, dalla conoscenza degli strumenti finanziari e dalla libertà di decidere del proprio futuro. Un obiettivo che, secondo quanto emerso dal Forum, richiede interventi concreti sul lavoro, nell’educazione e nella cultura della parità.

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