CIARAPICA RESTA IN PIEDI, SQUADRONI LO SALVA: LA DURA ANALISI DI LAVINIA BIANCHI
L’ex consigliera comunale di Siamo Civitanova Lavinia Bianchi critica la gestione della mozione di sfiducia, contesta le scelte di Silvia Squadroni e punta il dito contro le divisioni della maggioranza: «L’unica vera occasione per cambiare pagina arriverà dalle prossime elezioni».
«Il Sindaco resta in piedi, ma una città non si governa semplicemente restando in piedi. Si governa sapendo dove andare». È uno dei passaggi più significativi del duro intervento di Lavinia Bianchi, che torna sulla vicenda politica che ha coinvolto l’amministrazione comunale di Civitanova Marche e sulla mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica.
Nel suo post, Bianchi esprime una forte delusione per quanto accaduto in Consiglio comunale, descrivendo una situazione politica caratterizzata da divisioni, accuse e personalismi, culminata in quella che definisce una rappresentazione propagandistica di una crisi tutt’altro che risolta.
Secondo l’ex consigliera, la fotografia finale e la comunicazione celebrativa che hanno accompagnato l’esito della vicenda sarebbero state fuori luogo rispetto alla gravità del quadro politico emerso. «C’era una maggioranza lacerata, una mozione di sfiducia al Sindaco, accuse durissime e rapporti ormai logorati. Eppure, ancora una volta, tutto si è trasformato in una rappresentazione», scrive.
Bianchi riconosce al primo cittadino la capacità di superare anche i momenti più difficili e di rimanere alla guida dell’amministrazione nonostante le contestazioni, le divisioni interne e le prese di distanza di esponenti della sua stessa area politica.
«Più debole, forse. Più isolato, sicuramente. Ma ancora al suo posto», osserva la consigliera, sottolineando come la permanenza del sindaco non rappresenti necessariamente una prova di solidità politica.
Per Bianchi, infatti, il problema principale non è soltanto capire chi abbia prevalso nello scontro interno, ma verificare se esista ancora una maggioranza capace di governare la città sulla base di una visione condivisa. Una questione che, a suo giudizio, resta senza risposte convincenti.
Una parte importante dell’intervento è dedicata a Silvia Squadroni e alla sua scelta in occasione della mozione di sfiducia. Bianchi ribadisce di non aver condiviso il progressivo riavvicinamento della consigliera al centrodestra e critica il voto espresso in aula.
Secondo Bianchi, dopo anni trascorsi all’opposizione e di critica all’amministrazione Ciarapica, sarebbe stato necessario votare la sfiducia. Una scelta diversa, sostiene, finisce per contribuire alla permanenza del sindaco al suo posto e assume un significato politico che va oltre il singolo voto.
La critica, tuttavia, non cancella il riconoscimento delle qualità personali e politiche di Squadroni. Bianchi ne sottolinea la preparazione e la capacità dialettica, considerate superiori a quelle di molti altri componenti dell’assemblea cittadina.
La consigliera distingue inoltre nettamente il dissenso politico dal rispetto personale, denunciando i toni e i comportamenti che, a suo giudizio, hanno superato il limite nelle ultime settimane.
«Si può contestare tutto, ma il rispetto deve restare», afferma, ricordando che il vero tema della vicenda non avrebbe dovuto essere la posizione di Squadroni, bensì la tenuta politica dell’amministrazione.
Nel mirino finisce anche Fratelli d’Italia. Bianchi evidenzia il contrasto tra le parole durissime rivolte al sindaco e la decisione di astenersi al momento del voto sulla mozione di sfiducia.
Un atteggiamento che, nella sua lettura, mette in luce il paradosso di una forza politica che prende le distanze dall’amministrazione senza assumersi fino in fondo la responsabilità delle conseguenze delle proprie posizioni.
La Bianchi osserva inoltre come la crisi abbia provocato un’improvvisa intensificazione degli interventi e delle prese di posizione in aula, dopo un periodo che descrive come caratterizzato da una partecipazione spesso limitata.
Una vivacità politica che, secondo Bianchi, sarebbe stata più utile se manifestata prima e dedicata ai problemi concreti della città, alle scelte amministrative e alle prospettive future di Civitanova, anziché concentrarsi soprattutto sulla sopravvivenza degli equilibri di potere.
Nel suo ragionamento trova spazio anche il riferimento a Mirella Paglialunga, che avrebbe richiamato l’importanza della memoria politica. Bianchi condivide il concetto, sottolineando di ricordare le posizioni assunte in passato dai diversi protagonisti della vicenda.
Un richiamo rivolto a chi, oggi tenterebbe di ripresentarsi sulla scena politica con atteggiamenti diversi rispetto a quelli mantenuti negli anni precedenti.
Per Bianchi, dunque, la coerenza non può essere valutata soltanto sulla base delle dichiarazioni del momento, ma deve essere verificata alla luce delle scelte e dei comportamenti tenuti.
Il fatto che il sindaco sia rimasto al suo posto e che la maggioranza continui formalmente a esistere non sarebbe sufficiente a garantire una reale capacità di governo.
Da qui la conclusione di Bianchi, che individua nelle prossime elezioni l’occasione decisiva per voltare pagina e aprire una nuova fase politica.
Nel post, infine, rivolge un ringraziamento a Giuseppe Lepretti per aver raccolto il testimone in un momento che definisce tra i più assurdi degli ultimi anni.
L’auspicio conclusivo è affidato all’immagine di una nuova alba per Civitanova, accompagnata da un messaggio inequivocabile: meno vecchie logiche e più futuro.




