SILVIA, IL SESSISMO, LA SOLIDARIETÀ (MANCATA) E LA COERENZA
Uno spettacolo raccapricciante ieri sera al Consiglio Comunale di Civitanova Marche.
Una maggioranza a pezzi che si tiene su un equilibrio fragilissimo, con il maggiore partito, Fdi che condanna duramente per bocca del suo capogruppo e di una consigliera comunale l’operato e la postura del sindaco, poi si astiene dal votare la mozione di sfiducia per ragioni di appartenenza. Ma il giudizio politico resta e la precarietà ahimè altrettanto. Decisive saranno adesso le mosse del sindaco sul bilancio e sulla sostituzione dell’assessore Belletti, il quadro è chiarissimo. Due episodi però non possono essere taciuti:
1) due spettatori che si comportano certamente in un modo non consono ad un luogo istituzionale. Come cittadino e, avendo frequentato per lungo tempo quei luoghi come consigliere, non posso assolutamente accettare simili comportamenti;
2) la scelta di quella che era, fino a pochi mesi fa, una consigliera di opposizione, di trasformarsi in un decisivo strumento di sostegno al sindaco, giustificata a suo dire da offese e accuse di sessismo ricevute. Questa scelta, preannunciata qualche giorno prima con avvocato al fianco, a mio modesto parere, sa più di un tentativo di intimidazione che di una normale espressione democratica.
Vorrei esprimere a Silvia la mia totale solidarietà per le offese ricevute, e dirle anche che la libertà e l’autonomia valgono per tutti e tutte, così come l’esercizio del ruolo senza vincoli di mandato. Ma penso anche che, la Costituzione da una parte e l’ipocrisia dall’altra di giustificare la scelta di salvare la “peggiore amministrazione della storia di Civitanova” (cit.) con il sessismo o la mancata solidarietà vanno su binari diversi. Silvia tu dici… cito testualmente: “le donne (e gli uomini ndr) della politica non hanno solidarizzato per le accuse di sessismo che mi sono state rivolte…”
Cara Silvia, hai taciuto per settimane lasciando che un uomo a te vicino ma non eletto esprimesse il suo punto di vista pubblicamente sulla vicenda, parlando anche in tuo nome e a nome di Siamo Civitanova e adesso parli di sessismo per una vignetta di cui risponderà o risponderanno l’autore o gli autori?
Non potevi far sentire fin da subito la tua voce?
Una voce potente, rafforzata dall’essere consigliera comunale di minoranza e dalle tante battaglie condotte per 4 anni a testa alta (e con grande competenza) contro le scelte amministrative e contro il sindaco.
Una voce, che improvvisamente diventa assente o fioca fino ad arrivare a ritornare poderosa quando si è trattato di giustificare il mancato voto della mozione di sfiducia nelle presunte offese ricevute. È un vecchio vizio della psicopolitica quello di confondere le peggiori scelte o i cambi di casacca con il vittimismo, tanti dei tuoi sostenitori lo hanno capito. E la coerenza (o l’incoerenza) non sta nel posizionamento politico o nella richiesta di entrare in un partito liberale o in un altro… La coerenza va misurata sulla base del tuo programma elettorale e sulle posizioni espresse dal 2022 ad oggi.
Sicuramente a breve si scopriranno le reali motivazioni che hanno indotto la tua scelta. Tirare dentro solidarietà, date o mancate, non ha senso, perché qui più delle accuse è prevalsa la critica politica.
Di Sergio Cognigni




