INCIDENTE IN SUPERSTRADA, IL PADRE DI DANIELE CONTRO ANAS: «RISPOSTA FREDDA, NON CONOSCE LA DINAMICA DELLA TRAGEDIA»
Maurizio Francalancia, padre di Daniele, il ventenne maceratese morto il 14 giugno nell’incidente in superstrada insieme agli amici Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini, contesta la risposta ricevuta da Anas dopo aver chiesto maggiori garanzie di sicurezza nei tratti interessati dai cantieri.
La richiesta era nata dopo aver notato, lungo la SS77 da Civitanova verso l’entroterra, la chiusura dell’uscita di Corridonia e la deviazione del traffico sulla carreggiata opposta, con circolazione a doppio senso. In una lettera aperta al prefetto Giovanni Signer e ad Anas, Francalancia aveva proposto di valutare la chiusura temporanea del tratto interessato dai lavori, indirizzando i veicoli su percorsi alternativi.
Anas ha risposto che la deviazione sulla viabilità secondaria non garantirebbe livelli di sicurezza superiori. Una spiegazione che il padre di Daniele giudica insufficiente, lamentando una risposta fredda e distante, che non entrerebbe nel merito della dinamica dell’incidente né della gestione del cantiere.
«Rispondere che non si può deviare il traffico perché anche sulle strade alternative ci sarebbe un doppio senso di circolazione vuol dire non conoscere neanche lontanamente la dinamica di quanto successo il 14 giugno», afferma Francalancia.
Il padre ricorda che l’auto su cui viaggiava il figlio procedeva da Civitanova verso Macerata sulla carreggiata opposta a quella abituale, con il guardrail alla propria destra. L’impatto con il veicolo proveniente dalla direzione contraria sarebbe avvenuto proprio in prossimità della barriera, senza lasciare a Daniele una via di fuga.
Da qui la richiesta di valutare soluzioni alternative che possano ridurre i rischi, anche a costo di qualche disagio per gli automobilisti. Francalancia riferisce invece di aver apprezzato la disponibilità del prefetto, che lo ha contattato telefonicamente e si è detto disposto a incontrarlo per ulteriori chiarimenti.
La vicenda riporta al centro il tema della sicurezza nei cantieri stradali e della necessità, secondo Francalancia, di rivedere le norme quando non consentono di individuare soluzioni più sicure. «Dobbiamo impegnarci a modificare queste leggi e obbligare a seguirle trovando soluzioni alternative e più sicure per tutti», conclude.




