TORRETTE, ESAMI ISTOLOGICI SOSPESI PER UN GUASTO: CESETTI CHIEDE FONDI STRAORDINARI PER LA SANITÀ
La rottura delle cappe chimiche dell’Anatomia Patologica ha bloccato gli esami estemporanei urgenti, con ripercussioni sulle sedute operatorie. Il consigliere regionale del Pd denuncia le criticità e sollecita la Giunta a investire in personale e attrezzature.
Nuove criticità all’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche, dove il guasto alle cappe chimiche del reparto di Anatomia Patologica ha determinato la sospensione degli esami istologici estemporanei d’urgenza durante gli interventi chirurgici, provocando il rinvio di alcune sedute operatorie. A intervenire sulla vicenda è Fabrizio Cesetti, consigliere regionale del Partito Democratico, che chiede alla Giunta regionale di destinare risorse straordinarie alla sanità pubblica.
Secondo Cesetti, il problema sarebbe legato anche alla vetustà delle apparecchiature. Il consigliere richiama le segnalazioni della responsabile del reparto, che avrebbe definito il guasto prevedibile e gli impianti obsoleti e potenzialmente pericolosi per gli operatori, evidenziando inoltre l’esaurimento delle soluzioni di emergenza.
Al centro della preoccupazione ci sono soprattutto le conseguenze per i pazienti oncologici. La tempestività degli esami istologici, sottolinea l’esponente dem, è fondamentale per consentire diagnosi rapide e avviare senza ritardi i percorsi terapeutici. La sospensione delle prestazioni rischia quindi di compromettere i tempi di cura.
Cesetti inserisce l’episodio in un quadro più ampio di difficoltà della sanità marchigiana, citando anche le precedenti criticità relative alla Tomoterapia, con prestazioni ridimensionate per la carenza di risorse destinate agli straordinari, e il fermo della Pet, che avrebbe costretto alcuni pazienti a rivolgersi ad altre strutture.
Nel mirino del consigliere c’è la gestione regionale delle risorse e degli investimenti. Secondo Cesetti, gli interventi sull’organizzazione degli orari e le convenzioni non possono essere sufficienti se non vengono accompagnati dal rinnovo delle tecnologie, dal potenziamento dei servizi e dall’assunzione del personale necessario.
«È dovere primario della Giunta uscire dall’immobilismo e stanziare risorse straordinarie immediate per gli enti del Servizio sanitario regionale», afferma Cesetti, chiedendo che l’equilibrio dei conti non diventi un motivo per ridurre prestazioni essenziali.
Il consigliere avverte inoltre che le difficoltà del servizio pubblico rischiano di aumentare il ricorso alla sanità privata, con costi difficilmente sostenibili per una parte della popolazione, e di penalizzare chi non può permettersi cure a pagamento.
La richiesta rivolta alla Regione è dunque quella di intervenire con urgenza per ripristinare la piena operatività dei servizi, ammodernare le apparecchiature e garantire ai cittadini diagnosi e trattamenti tempestivi.




