COSTAMAGNA ATTACCA SQUADRONI: «QUALI PROMESSE SOSTANZIOSE HANNO DETERMINATO QUESTA INVERSIONE DI ROTTA?»

Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2026

Ivo Costamagna interviene sul futuro amministrativo di Civitanova Marche, tornando a chiedere le dimissioni del sindaco Ciarapica prima del Consiglio comunale chiamato a discutere la sfiducia. Nel mirino dell’esponente politico finisce anche Silvia Squadroni, accusata di aver cambiato posizione rispetto alle critiche espresse all’inizio della legislatura.

Costamagna ricorda che, nel 2022, Squadroni lo avrebbe accusato pubblicamente di aver sostenuto Ciarapica in cambio di non meglio precisate «promesse sostanziose». Un’accusa che, secondo Costamagna, non corrisponderebbe al suo comportamento politico, come dimostrerebbe la richiesta avanzata il 2 ottobre di lasciare la guida della città.
«Ho chiesto a Ciarapica di incamminarsi verso Roma, ma di lasciare libera la città dimettendosi da sindaco», afferma Costamagna, sottolineando la necessità di un passo indietro prima del voto sulla sfiducia, anche per «correttezza verso Civitanova che gli ha dato tanto, anzi tantissimo».
L’esponente politico ribadisce quindi la propria richiesta al primo cittadino, mettendo in guardia dal rischio di una lunga fase di immobilismo amministrativo. «Torno a ripetere a Ciarapica la stessa richiesta per evitare alla nostra città uno stallo paralizzante per quasi un anno», dichiara, avvertendo che una situazione del genere potrebbe rappresentare «il colpo definitivo, sociale ed economico» per Civitanova.
Una parte centrale dell’intervento riguarda Silvia Squadroni, che, secondo Costamagna, starebbe passando dal ruolo di critica dell’amministrazione a quello di possibile sostegno decisivo per il sindaco.
«Silvia Squadroni sembra ormai certo che si stia preparando a diventare da pubblica accusatrice e moralizzatrice ad avvocato difensore, anzi a stampella determinante per far restare in carica il sindaco Ciarapica», sostiene.
Da qui la domanda che Costamagna rivolge direttamente alla consigliera, richiamando le accuse che, a suo dire, erano state formulate all’inizio della legislatura: «Quali promesse sostanziose hanno determinato questa inversione di rotta?».
Un interrogativo che l’esponente politico estende anche a chi sostiene Squadroni, ricordando come le divergenze sulla vicenda avrebbero portato, secondo il suo racconto, persino alla rottura di amicizie di lunga data.
Costamagna afferma che, pur mantenendo inalterato il proprio giudizio sulla sinistra cittadina, ritiene necessario costruire un fronte alternativo il più ampio possibile per affrontare quella che considera una situazione particolarmente delicata per la città.
«Stavolta però occorre costruire un’alleanza alternativa, la più ampia possibile», dichiara, motivando la proposta con la necessità di impedire un deterioramento ulteriore della situazione amministrativa e sociale.
Nel suo intervento, Costamagna solleva inoltre preoccupazioni relative alla sicurezza e alla legalità, utilizzando parole particolarmente dure. A suo giudizio, la situazione di Civitanova sarebbe andata oltre la dimensione di un semplice progetto politico sbagliato, aprendo, sostiene, a possibili «incursioni criminose».
Si tratta di valutazioni e accuse formulate dallo stesso Costamagna, che invita i suoi interlocutori a contestarle pubblicamente se ritenute infondate: «Se vogliono dimostrare che mi sto inventando tutto e che non esiste alcun problema, mi denuncino».
A sostegno delle proprie preoccupazioni, l’esponente politico richiama anche la situazione dell’ordine pubblico e invita a confrontarsi con le forze impegnate sul territorio, citando Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia Costiera.
Nella parte conclusiva del suo intervento, Costamagna afferma che la questione, a suo avviso, non può essere ricondotta soltanto a eventuali problemi di gestione amministrativa o a episodi di malcostume politico.
«Almeno combatterei una battaglia per tentare di lasciare alle future generazioni, ai nostri figli, una città magari con tanti problemi ma in cui almeno non c’è più un pericoloso odore che, invece, specie in quest’ultimo quadriennio è diventato asfissiante», scrive.
È la definizione finale a sintetizzare la gravità che Costamagna attribuisce alla situazione cittadina: «A Civitanova non è allarmistico parlare di emergenza sociale e democratica».
L’intervento si chiude così con un appello politico che intreccia la richiesta di dimissioni del sindaco, le critiche alla posizione attribuita a Squadroni e la proposta di un’alleanza alternativa. Un quadro nel quale Costamagna presenta il futuro amministrativo di Civitanova come una questione che, a suo giudizio, riguarda non soltanto gli equilibri del Consiglio comunale, ma anche la sicurezza, la fiducia nelle istituzioni e le prospettive della comunità.

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