VENTI FURTI IN APPARTAMENTO NELLE MARCHE, TRE UOMINI ARRESTATI: BOTTINO DA OLTRE 50MILA EURO
Operavano tra Montecosaro, Recanati, Osimo e Sant’Elpidio a Mare, colpendo le abitazioni soprattutto durante la notte, mentre i proprietari dormivano. Tre uomini di 36, 38 e 48 anni, tutti di origine albanese, sono finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nell’ambito di un’indagine dei carabinieri di Osimo su una serie di furti in abitazione.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal tribunale di Ancona al termine dell’attività investigativa condotta dal Nucleo operativo e radiomobile di Osimo, con il supporto dei militari delle stazioni di Roma San Pietro e Chieti. Ai tre vengono contestati complessivamente 20 furti commessi tra gennaio e aprile, con un valore stimato della refurtiva superiore ai 50mila euro, tra denaro contante e gioielli in oro.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe agito con compiti distinti: due uomini si sarebbero introdotti nelle abitazioni per mettere a segno i colpi, mentre il terzo avrebbe garantito gli spostamenti in automobile, accompagnando i complici e recuperandoli al termine delle incursioni.
Tra gli episodi che hanno destato maggiore preoccupazione c’è una serie di furti denunciati a Osimo nel corso di una sola serata di febbraio. In una delle abitazioni prese di mira, una madre stava facendo il bagno al figlio piccolo quando ha avvertito rumori provenire dal piano inferiore. Le sue grida avrebbero messo in fuga i malviventi, che si sarebbero allontanati attraverso una porta-finestra già forzata.
In un’altra circostanza, i ladri sarebbero entrati in casa di un pensionato che stava dormendo al piano superiore, senza che l’uomo si accorgesse di quanto stava accadendo.
Modalità analoghe sarebbero state utilizzate anche negli altri comuni interessati dai colpi. Il susseguirsi degli episodi aveva alimentato un forte senso di insicurezza tra i residenti, tanto da spingere alcuni cittadini a organizzarsi e a chiedere un confronto con l’amministrazione comunale. La preoccupazione, in particolare nelle ore notturne, era diventata sempre più diffusa.
La svolta investigativa è arrivata il 14 aprile, dopo un nuovo furto notturno a Osimo. In quell’occasione i carabinieri sono riusciti a intercettare l’automobile utilizzata dal gruppo, fermandola al casello autostradale di Porto Recanati per effettuare un controllo e una perquisizione.
Nel veicolo è stata recuperata parte della refurtiva, tra cui una fede nuziale in oro, oltre a più di duemila euro in contanti. Gli elementi raccolti hanno contribuito allo sviluppo dell’indagine e alla ricostruzione dei presunti spostamenti della banda.
Il sistema ipotizzato dagli inquirenti sarebbe stato quello dei cosiddetti “pendolari del crimine”. I tre sarebbero partiti ripetutamente, nelle ore più tarde della notte, da Silvi Marina, in provincia di Teramo, per raggiungere il territorio marchigiano e rientrare poi in Abruzzo dopo aver portato a termine i furti.
Una volta individuate le abitazioni, i presunti autori materiali avrebbero forzato gli infissi delle finestre per introdursi nelle case e sottrarre denaro e oggetti preziosi, approfittando del riposo degli occupanti. Il complice alla guida avrebbe assicurato gli spostamenti, consentendo al gruppo di lasciare rapidamente le zone interessate.
Due dei tre indagati sarebbero già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Sulla base degli elementi raccolti dai carabinieri, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ancona ha ravvisato la pericolosità del gruppo e disposto per tutti la misura cautelare degli arresti domiciliari con dispositivo elettronico di controllo.
I tre restano a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le contestazioni dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.




