TRUFFA DEL FALSO CARABINIERE, ORA USANO ANCHE LA CARTA D’IDENTITÀ: ANZIANA SMASCHERA LA FINTA MILITARE
Le truffe ai danni degli anziani diventano sempre più elaborate e fanno leva su storie costruite nei minimi dettagli per convincere le vittime ad aprire la porta di casa e consegnare denaro o oggetti preziosi. L’ultimo stratagemma segnalato è quello della carta d’identità: i malviventi sostengono che una copia del documento della vittima sia stata utilizzata per mettere a segno una rapina in una gioielleria.
Il copione è semplice quanto insidioso. La vittima riceve una telefonata da una persona che si presenta come carabiniere e che racconta di essere alle prese con un’indagine su una rapina. A quel punto viene riferito che una copia cartacea della carta d’identità dell’anziano sarebbe stata trovata o utilizzata nell’ambito del colpo. Se la persona resta al telefono e sembra cadere nella trappola, entra in scena il secondo complice: un presunto militare dell’Arma che si presenta direttamente a casa.
È quanto è accaduto a un’anziana di circa 80 anni, residente in un condominio della zona sud della città. La donna è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è qualificato come carabiniere e che, per rendere ancora più credibile la storia, le avrebbe detto di aver già avvertito anche i suoi familiari, impegnati al lavoro.
Pochi minuti dopo è arrivata alla porta dell’abitazione una giovane donna, che si è presentata come una carabiniera in borghese. Secondo quanto raccontato dall’anziana, la finta militare le avrebbe spiegato di essere lì per effettuare una verifica e controllare che nell’abitazione non ci fossero gioielli o altri monili riconducibili a refurtiva.
La donna, però, non si è lasciata completamente convincere. Ha mostrato alla presunta carabiniera alcuni oggetti preziosi che aveva in casa, ma ha mantenuto sempre alta l’attenzione, senza perderla mai di vista. La truffatrice, nel frattempo, avrebbe anche fotografato i monili.
A quel punto qualcosa è andato storto per la malvivente. La giovane ha proposto all’anziana di accompagnarla nella vicina caserma dei carabinieri per completare gli accertamenti. Una volta uscite dall’appartamento e chiusa la porta alle loro spalle, la truffatrice ha però provato a rientrare con la scusa di dover andare urgentemente in bagno.
L’anziana ha intuito definitivamente che qualcosa non andava e, invece di seguirla nuovamente nell’abitazione, ha proseguito verso le scale. La donna è stata così costretta a seguirla in direzione della caserma di via Carnia. Il viaggio, però, è durato pochissimo. Arrivata a poche decine di metri dall’ingresso della caserma, la presunta carabiniera si è dileguata, facendo perdere le proprie tracce.
La vicenda è stata successivamente segnalata ai carabinieri, quelli veri, che sono stati informati dall’anziana. La donna, nell’immediatezza dei fatti, non ha avuto la possibilità di formalizzare subito la denuncia, ma gli investigatori potrebbero contare su un elemento importante: il condominio è infatti dotato di un sistema di videosorveglianza che riprende l’atrio e potrebbe aver immortalato l’arrivo e la permanenza della truffatrice.
Le immagini potranno quindi essere acquisite e analizzate nel tentativo di risalire all’identità della giovane, descritta come italiana. Italiano sarebbe stato anche l’uomo che ha effettuato la prima telefonata.
In questo caso la truffa non è andata a buon fine e i malviventi sono rimasti a mani vuote. Ma l’episodio conferma quanto siano diventate sofisticate le tecniche utilizzate per raggirare soprattutto le persone anziane, facendo leva sulla paura e sulla presunta autorità delle forze dell’ordine.
Il consiglio resta sempre lo stesso: non aprire la porta a sconosciuti, anche se si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine, e in caso di dubbi chiamare immediatamente il 112. Nessun controllo di questo tipo deve essere affrontato consegnando autonomamente denaro o preziosi a chi si presenta alla porta.




