IL METODO DI VOTO PER LA SFIDUCIA A CIARAPICA FA DISCUTERE. MICUCCI: «LA PRASSI NON HA FONDAMENTO GIURIDICO»
È sulla modalità di svolgimento della “chiama” per l’appello nominale in Consiglio comunale che interviene Francesco Micucci, capogruppo del Partito Democratico, dopo la riunione dei capigruppo.
Al centro della questione c’è l’ordine con cui i consiglieri vengono chiamati durante una votazione palese. Micucci fa riferimento alla discussione avvenuta in occasione della riunione dei capigruppo e chiede che, in assenza di una specifica disciplina prevista dallo Statuto e dal regolamento comunale, si faccia riferimento alle modalità adottate dagli enti di grado superiore.
«In merito alla votazione fatta poco fa alla riunione dei capigruppo sulla modalità della “chiama” per l’appello nominale, non essendo normato dal nostro Statuto e regolamento detto punto, avevo chiesto di adeguarci agli enti di grado superiore», scrive Micucci.
Secondo il capogruppo dem, alla richiesta sarebbe stato risposto che non vi erano informazioni sulle modalità utilizzate dalla Camera dei Deputati. Micucci sostiene però di aver verificato autonomamente la questione.
«Mi è bastato fare una piccola ricerca online per scoprire che per l’appello nominale, la cosiddetta “chiama”, l’ordine di chiamata dei Deputati alla Camera dei Deputati viene effettuato per ordine alfabetico, a partire da un deputato estratto a sorte», afferma.
Micucci richiama quindi l’articolo 54 del Regolamento della Camera dei Deputati, secondo il quale la chiamata in Assemblea prende avvio dal nome del deputato estratto a sorte, prosegue seguendo l’ordine alfabetico dei cognomi e, una volta arrivata alla fine, riprende dalla prima lettera dell’alfabeto fino al nome precedente a quello del deputato estratto.
Da qui la richiesta di adottare anche a Civitanova una modalità analoga, ritenuta dal capogruppo del PD più neutra rispetto al metodo che sarebbe stato proposto facendo riferimento alla “prassi”.
«Rispetto al metodo proposto “per prassi”, che non ha alcun fondamento giuridico, mi pare sia opportuno riprendere quanto già fatto da decenni alla Camera dei Deputati», sostiene Micucci.
La questione assume, secondo il capogruppo del PD, un rilievo particolare in vista di una votazione politicamente delicata come quella relativa a un’eventuale sfiducia al sindaco.
«Mi chiedo tra l’altro se su una votazione palese per la sfiducia al sindaco la “chiama” già preimpostata su “maggioranza” e “minoranza” non possa prefigurare un condizionamento sul voto che si andrà ad esprimere rispetto al più neutro ordine alfabetico», osserva Micucci.
Il capogruppo del Partito Democratico conclude chiedendo quindi di rivedere la modalità individuata e di privilegiare un criterio, quello dell’ordine alfabetico con partenza determinata a sorte, che a suo giudizio garantirebbe maggiore neutralità nella gestione dell’appello nominale.




