CIVITANOVESE, LABRIOLA CHIEDE UNA SVOLTA: «DOBBIAMO TORNARE A FARE QUELLO CHE SAPPIAMO»

Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2026

Due sconfitte nelle prime cinque giornate sono un bottino che la Civitanovese non si aspettava, soprattutto considerando le ambizioni con cui la squadra rossoblù ha iniziato la stagione. Dopo il ko interno contro l’Atletica Azzurra Colli, l’allenatore Claudio Labriola (nella foto) prova però a tenere lontano il pessimismo e individua soprattutto nella gestione del pallone uno degli aspetti sui quali intervenire.

«Nella fase di possesso non facciamo quello che è nelle nostre corde», ammette il tecnico, che analizza così la prestazione di domenica: «Abbiamo pensato soltanto a lanciare sulle punte, ma questi ragazzi hanno le qualità per fare ben altro e dobbiamo metterle in campo».

Una situazione che, secondo Labriola, stride con quanto viene invece mostrato durante la settimana. «I ragazzi lavorano bene e attuano in campo le idee. Curiamo veramente tutti i dettagli, anche studiando la squadra avversaria e le possibili strategie per mettere in difficoltà la loro fase difensiva», sottolinea l’allenatore.

Il problema, dunque, non sarebbe legato alla qualità del lavoro svolto in allenamento, ma alla difficoltà nel trasferire quelle indicazioni durante le partite. Labriola ricorda inoltre la propria idea di calcio: «Le mie squadre hanno sempre proposto gioco, palleggio e spinta sugli esterni, vantando per due stagioni consecutive il capocannoniere del torneo. Oggi tutto questo non si vede, ma non bisogna fare del catastrofismo».

Anche sul piano tattico il tecnico ha già cercato diverse soluzioni. Il 4-3-1-2 è stato alternato ad altri sistemi, come il 4-4-2 utilizzato contro l’Elpidiense e il 3-5-2 adottato nella seconda parte della gara di domenica. In vista della trasferta di Castel di Lama, però, Labriola non sembra intenzionato a considerare il cambio di modulo come la soluzione principale.

«Sto cambiando fin troppo», osserva. E aggiunge: «A volte sento gente che dice che bisogna cambiare, ma io ho già variato sistema di gioco e interpreti. Il problema è diverso».

Nel frattempo la Civitanovese può contare su un nuovo rinforzo per il reparto offensivo. È stato infatti tesserato Daniele Ferretti, classe 1986, che torna a vestire la maglia rossoblù a distanza di molti anni dall’ultima esperienza, conclusa nel 2009. Un giocatore duttile, capace di ricoprire più posizioni nel reparto avanzato e che potrebbe offrire nuove alternative all’allenatore.

Il suo ingresso nel gruppo ha portato anche una riflessione sulle potenzialità della squadra. «Al suo arrivo, Ferretti mi ha chiesto come si facesse a perdere con una squadra del genere», racconta Labriola. Una domanda che sintetizza il rammarico per i risultati ottenuti finora: «Resta il grande cruccio, ma da solo non faccio nulla. Al limite posso trovare delle idee e modificare delle cose».

Il tecnico prova anche a individuare alcune delle ragioni che hanno accompagnato i due passi falsi. «Qualche condizione fisica non ottimale, oppure situazioni a livello mentale di chi pensava di riuscire ad esprimersi in maniera migliore», spiega. A questo si aggiunge l’assenza di «due giocatori importanti», elemento che ha ulteriormente complicato il quadro.

La classifica e le aspettative, tuttavia, impongono di accelerare. Labriola ne è consapevole: «Qui il tempo è tiranno e la gente giustamente vuole vincere. Noi siamo qui per questo, non per fare il pungiball e ricevere gli insulti».

La squadra ha intanto continuato a lavorare in vista del prossimo impegno. Ieri la partitella si è svolta sul nuovo terreno sintetico di Santa Maria Apparente, con la partecipazione anche di Tommaso Di Gimignani. Ora l’obiettivo è arrivare alla sfida di Castel di Lama con una Civitanovese capace di ritrovare sul campo quelle caratteristiche che, secondo il suo allenatore, il gruppo possiede ma che nelle ultime uscite non è ancora riuscito a esprimere pienamente.

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