ADDIO A FEDERICO BIGONI, L’ARMATORE CHE AMAVA LA STORIA E LE TRADIZIONI DI CIVITANOVA
Il legame con il mare, la curiosità per la storia della propria città e una grande attenzione alle radici della comunità civitanovese. Sono questi alcuni degli aspetti che hanno contraddistinto la vita di Federico Bigoni, morto all’età di 82 anni e salutato ieri mattina nella chiesa di San Gabriele, dove si sono svolte le esequie.
Bigoni apparteneva a una generazione che aveva conosciuto una marineria cittadina molto più numerosa di quella attuale. Per anni aveva lavorato come armatore, in un periodo nel quale il porto e la pesca rappresentavano una parte ancora più consistente dell’economia e dell’identità di Civitanova. All’epoca gli scafi della flottiglia locale erano circa settanta, più del doppio rispetto a quelli oggi presenti.
Ma il rapporto di Bigoni con il mondo della pesca non si era fermato all’attività professionale. Nel corso degli anni aveva sviluppato un vero interesse per le vicende della marineria locale, trasformandolo in una passione per la storia cittadina. Era un frequentatore degli archivi, dove cercava documenti e testimonianze utili a ricostruire episodi e personaggi del passato di Civitanova.
Le sue ricerche lo avevano portato anche all’Archivio di Stato di Macerata e all’archivio comunale. Un’attività condotta lontano dai riflettori e in maniera discreta, in sintonia con il carattere di un uomo descritto da chi lo conosceva come riservato e meditativo.
In questo percorso aveva condiviso interessi e discussioni con altri appassionati di storia locale. Tra le figure di riferimento di quel gruppo c’erano Mariano e Angelo Guarnieri, autori di una vasta opera dedicata alla storia di Civitanova, insieme a Primo Recchioni, Nazzareno Baiocco e ad altri cultori delle vicende cittadine.
Era soprattutto il desiderio di non perdere le tracce del passato a unire Bigoni a questa realtà di studiosi e appassionati: dalla storia della città alle trasformazioni del porto, fino alle vicende degli uomini che per generazioni hanno vissuto del lavoro sul mare.
La sua scomparsa lascia un vuoto nella famiglia e tra quanti ne avevano conosciuto la discrezione e la disponibilità. A piangerlo sono la moglie Maria Antonietta Gaetani, insegnante molto conosciuta e stimata, la figlia Emanuela con il marito Andrea, i nipoti Federico e Giovanni e la sorella Eugenia.
Ieri, nella chiesa di San Gabriele, la comunità si è raccolta intorno ai familiari per l’ultimo saluto, ricordando anche attraverso la figura di Bigoni un pezzo della Civitanova del passato, quella della grande marineria e delle tradizioni legate al porto che lui aveva continuato a studiare e raccontare con passione.




