RICCI CHIEDE LA REVOCA DELL’IMMUNITÀ E IL PARLAMENTO EUROPEO DÀ L’OK: “ORA LA PROCURA PUÒ PROSEGUIRE”
Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alla revoca dell’immunità parlamentare di Matteo Ricci, eurodeputato del Pd, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Pesaro sui presunti affidamenti irregolari risalenti al periodo in cui Ricci era sindaco della città.
Un passaggio che, però, va letto alla luce di un elemento fondamentale: era stato lo stesso Ricci a chiedere che l’immunità venisse revocata e che la procedura procedesse nel più breve tempo possibile. L’europarlamentare aveva infatti comunicato il proprio consenso e sollecitato tutti i gruppi parlamentari a votare favorevolmente, con l’obiettivo di consentire agli inquirenti di acquisire e analizzare la corrispondenza con il suo ex collaboratore Massimiliano Santini.
La decisione è arrivata nella plenaria di Strasburgo, dopo il voto unanime della Commissione Juri. Il provvedimento consente alla magistratura di procedere con il sequestro, la lettura e l’eventuale utilizzo di chat, e-mail e file collegati alla corrispondenza tra Ricci e Santini.
Ricci ha accolto con soddisfazione il voto dell’Eurocamera, sottolineando proprio di averne sollecitato l’approvazione: “Come avevo chiesto oggi è arrivata l’approvazione del Parlamento Europeo”, ha dichiarato dopo il voto.
L’eurodeputato ha ricordato di aver chiesto la massima celerità e di aver espresso personalmente voto favorevole. Non solo: ha rinunciato all’immunità e anche alla possibilità di essere ascoltato in audizione, proprio per accelerare l’iter.
La sua posizione, ha spiegato, è stata di collaborazione con la magistratura fin dall’inizio. Già nel novembre dello scorso anno, infatti, Ricci aveva autorizzato la Procura a leggere la corrispondenza con il suo ex collaboratore e aveva depositato agli atti anche il materiale utilizzato a propria difesa. Già a giugno, quando era stato avviato l’iter europeo, aveva ribadito di non avere nulla in contrario alla revoca, chiedendo anzi di “fare presto”.
Con il voto di Strasburgo, dunque, la Procura di Pesaro può proseguire il proprio lavoro anche sulla documentazione coperta dalle prerogative parlamentari.
“Da oggi così la Procura di Pesaro potrà proseguire il proprio lavoro”, ha affermato Ricci, ribadendo che il suo atteggiamento, fin dal primo momento, è stato improntato alla “massima collaborazione con gli inquirenti”.
La revoca dell’immunità, va precisato, non rappresenta un giudizio sul merito dell’inchiesta né sulla responsabilità degli indagati. La decisione del Parlamento europeo riguarda esclusivamente le prerogative parlamentari e la possibilità per l’autorità giudiziaria di acquisire la corrispondenza oggetto della procedura.
Il dato politico e procedurale resta quindi netto: Ricci non si è opposto alla revoca della propria immunità, ma l’ha espressamente chiesta, rinunciando alle garanzie parlamentari per consentire alla magistratura di procedere rapidamente con gli accertamenti.




