AGGRESSIONE E RAPINA FUORI DALLA DISCOTECA: 18ENNE PATTEGGIA DUE ANNI E TRE MESI

Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2026

Due anni e tre mesi di reclusione. È la pena patteggiata da Ettore Seferovic, cittadino bosniaco che all’epoca dei fatti aveva appena compiuto 18 anni e che era accusato di rapina, lesioni aggravate e ricettazione.

La vicenda risale alla notte dell’1 febbraio scorso. Erano circa le 3.30 quando, all’esterno di una discoteca nella zona dello stadio di Civitanova, si sarebbe verificata l’aggressione ai danni di alcuni giovani del posto.
Secondo la ricostruzione accusatoria, sostenuta in aula dal pubblico ministero Manfredi De Aloysio, Seferovic avrebbe agito insieme a un altro straniero, la cui posizione viene trattata separatamente. I due si sarebbero avvicinati a un ragazzo civitanovese. Mentre uno dei due avrebbe estratto un coltello, minacciando la vittima e intimandole di consegnare il denaro, l’altro avrebbe preso i soldi. Il bottino sarebbe stato di 30 euro.
La situazione sarebbe poi degenerata con l’aggressione a un altro giovane, un 21enne civitanovese che si trovava insieme agli amici. Secondo quanto contestato a Seferovic, il ragazzo sarebbe stato spinto a terra e colpito con diversi pugni al volto. Nell’aggressione avrebbe riportato la frattura del naso e la rottura di due denti, con una prognosi superiore ai quaranta giorni.
Da qui l’accusa di lesioni aggravate. Al giovane bosniaco viene contestata anche la ricettazione: nel suo marsupio, infatti, sarebbe stato trovato un telefono cellulare che, secondo gli accertamenti, era stato sottratto a un altro ragazzo appartenente allo stesso gruppo di civitanovesi.
Le indagini erano scattate immediatamente dopo l’episodio. Seferovic era stato individuato e arrestato da polizia e Guardia di finanza, impegnate quella notte in un servizio di controllo interforze sul territorio cittadino.

Durante l’udienza di convalida dell’arresto, il giovane aveva respinto almeno una delle accuse, negando in particolare di aver colpito con un pugno il ragazzo rimasto ferito.

Ieri la definizione del procedimento: assistito dall’avvocato Anna Indiveri, Seferovic ha scelto il rito del patteggiamento, concordando con la Procura una pena di due anni e tre mesi.

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