UN “NOI” PER LA PALESTINA: CONTRO L’INDIFFERENZA, PER CONTINUARE A RESISTERE
A un anno dall’annuncio, accompagnato da una grande eco mediatica, del cosiddetto Board of Peace, in molti avevano avuto l’impressione che tutto fosse ormai finito: che a Gaza sarebbe tornata la pace, che le case sarebbero state ricostruite e che la vita sarebbe tornata alla normalità. Non solo nessun annuncio può cancellare le decine di migliaia di persone uccise, né restituire alle famiglie le vite spezzate, ma in questo anno questa “pace farsa” ha significato ancora migliaia di morti, feriti, violenze ed occupazione da parte dell’esercito e dei coloni israeliani.
È da questa consapevolezza che è nata la serata dedicata alla Palestina, all’Auditorium San Paolo di Civitanova Alta, promossa da una comunità che continua a mobilitarsi ogni sabato mattina al mercato di Civitanova e ogni sabato sera a Porto Recanati: Saturdays for Palestine.
Una mobilitazione che ha conosciuto anche momenti di scoraggiamento, di fronte agli sguardi di chi sembrava considerare quella palestinese una causa ormai persa o risolta. La presenza del pubblico alla serata è stata invece uno «schiaffo salutare» a quel senso di impotenza e di rassegnazione.
Tra gli ospiti Ammar Hmadneh, cittadino palestinese originario di Nablus residente a Osimo, presidente di Sumud, associazione impegnata nel sostegno concreto al popolo palestinese.
Al centro del suo intervento, il tema della libertà e della resistenza: «Io mi ritengo una persona libera, sono nato libero e continuo a essere libero e continuo a combattere per la mia libertà».
Ha voluto sottolineare come «la causa palestinese è la causa di tutta l’umanità», ha richiamato la storia della Palestina, il colonialismo e le responsabilità delle potenze occidentali. Durissima la critica agli Stati Uniti e alla politica internazionale, così come quella nei confronti dell’amministrazione Trump per le sue posizioni sulla Palestina e sull’Iran.
Ha poi illustrato l’attività di Sumud, che porta beni di prima necessità nei campi profughi e ha avviato, grazie a donazioni,progetti per garantire l’istruzione a Gaza, con due scuole aperte e in apertura nella Striscia, per circa 400 bambine e bambini. Sono stati inoltre avviati progetti di adozione a distanza.
Durante la serata sono stati proiettati due video dedicati a queste iniziative.
Particolarmente emozionanti le riflessioni e la testimonianza di Silvia Severini, che è stata nel 2025 nell’equipaggio a bordo della Global Sumud Flotilla, una missione dal forte valore simbolico e concreto, nata per mantenere alta l’attenzione sulla situazione di Gaza e rompere il senso di isolamento della popolazione palestinese.
Il filo conduttore dell’incontro è stato racchiuso nelle parole “Noi per la Palestina”. Un “noi” che comprende tutte le persone che, con strumenti diversi, continuano a stare al fianco del popolo palestinese.
«Questo stare al fianco – è stato sottolineato – parte dal continuare a vedere il popolo palestinese, dall’opporci alla cancellazione fisica e alla cancellazione mediatica, alla cancellazione delle notizie sul genocidio e sulle sofferenze atroci che il popolo palestinese continua a subire».
Nel corso del dibattito con il pubblico sono stati affrontati diversi temi: dalle prossime elezioni in Israele e Palestina, che secondo i partecipanti difficilmente potranno da sole cambiare lo scenario, all’assenza di un’azione incisiva da parte dei Paesi arabi.
Si è parlato anche del successo riscontrato tra il pubblico del film NAZA, considerato un segnale della crescente attenzione e vicinanza verso il popolo palestinese, e della necessità di un’azione internazionale per garantire aiuti e protezione alla popolazione di Gaza.
È stata inoltre evidenziata la contraddizione tra le dichiarazioni di solidarietà alla Palestina e il fatto che molti governi continuino a mantenere rapporti e accordi con Israele.
Sul piano italiano, il confronto ha toccato anche il disegno di legge sull’antisemitismo e la necessità di una posizione più chiara da parte del Partito Democratico. In vista delle prossime elezioni, è stato infine lanciato un appello alla coerenza alle forze politiche che dichiarano di sostenere il popolo palestinese: alle parole devono seguire scelte concrete.
La serata si è chiusa con un messaggio semplice: non permettere che la Palestina venga cancellata dal silenzio o dall’indifferenza. Continuare a manifestare, informare, sostenere i progetti umanitari e mantenere viva l’attenzione.
Perché quel “noi” non è soltanto una parola. È la scelta di esserci, di continuare a vedere, a parlare e a fare qualcosa per la Palestina.





