L’ULTIMO SALUTO A GIORGIO BERDINI: «AVEVA IL SORRISO DI UN BAMBINO, LA SENSIBILITÀ CHE DIVENTA POESIA»

Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2026

La città si è stretta questa mattina attorno a Giorgio Berdini, nel giorno dell’ultimo saluto a un uomo che ha attraversato per decenni la vita imprenditoriale, civile e politica di Civitanova Marche. I funerali si sono celebrati nella chiesa di Cristo Re con l’omelia di don Mario, dopo la camera ardente allestita nei giorni scorsi alla sala del commiato San Marone. Berdini aveva 72 anni ed era morto il primo ottobre all’ospedale di Perugia, dove era ricoverato in seguito alle gravi ferite riportate nell’incidente stradale del 22 settembre sulla strada statale 77, nella zona di Colfiorito.

Ma nel giorno dell’addio, in una chiesa gremita, accanto alla figura dell’imprenditore e dell’uomo impegnato nella politica cittadina, è soprattutto il ricordo della persona a prendere il sopravvento.
Le parole di chi lo ha conosciuto raccontano un Giorgio capace di tenere insieme passioni, impegno, amicizia e leggerezza. Un uomo che amava la propria città e che, anche dopo le delusioni incontrate lungo il percorso politico, non aveva smesso di interessarsi alla vita della comunità.
«Per lui la politica voleva dire condivisione di idee e azioni per migliorare la nostra vita in questa città», è stato ricordato. Una concezione della politica come partecipazione e confronto, vissuta non soltanto attraverso gli incarichi ricoperti, ma soprattutto attraverso la curiosità e il desiderio di capire.
Berdini era stato consigliere comunale dell’Ulivo, esponente del Partito democratico e candidato alla carica di sindaco. Accanto alla politica aveva costruito il suo percorso professionale nell’azienda di famiglia, la Galliano Berdini, nel settore dei trasporti eccezionali.
Eppure, nei ricordi degli amici, la politica e il lavoro diventano quasi uno sfondo. Al centro c’è l’uomo.
C’è Giorgio che arrivava alle cene con i compagni di liceo portando «una ventata di allegria». C’è il suo sorriso, definito «il sorriso di un bambino», e quella capacità di meravigliarsi ancora davanti alle cose. C’è l’amico con cui scherzare sui ritardi, sulle prenotazioni di un pranzo, sulle passeggiate.
Ma, nelle parole di chi gli è stato vicino, quella leggerezza non significava superficialità. Anzi.
«Su quello che conta, sulle cose importanti, era sempre totalmente presente».
È forse una delle immagini più efficaci per raccontare Giorgio Berdini: una persona capace di vivere con ironia e allegria le piccole cose, ma di esserci completamente quando la vita chiedeva attenzione, responsabilità e affetto.
E poi la famiglia. «Si può amare i figli come li ha amati Giorgio, ma non di più», è stato detto durante il ricordo. Un amore profondo, che oggi lascia un vuoto ancora più difficile da colmare.
Il suo modo di essere viene ricordato anche attraverso una frase che restituisce la sua sensibilità: «La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia».
Una poesia fatta di amicizie, viaggi, strade percorse insieme, città europee scoperte con curiosità, boschi, isole, acqua e vento. Nei ricordi emerge un uomo che cercava la bellezza anche nelle esperienze semplici, trasformando i viaggi in occasioni di condivisione e scoperta.
È anche questo il Giorgio che gli amici hanno voluto salutare: quello capace di trascinare gli altri fuori dai percorsi abituali, di spingersi nei boschi, attraversare città, cercare nuovi orizzonti e condividere la meraviglia del viaggio.
La sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio a Civitanova, dove Berdini era conosciuto non soltanto per la sua attività imprenditoriale e politica, ma per la rete di rapporti umani costruita nel corso degli anni. Nei giorni successivi alla sua morte sono arrivati numerosi messaggi di affetto e di vicinanza.
Oggi, nella chiesa di Cristo Re, quei ricordi si sono trasformati in un ultimo abbraccio collettivo.
Un abbraccio alla famiglia, alle figlie Sofia, Dafne e Galatea, alla compagna Umbertina, ai nipoti, ai parenti e agli amici che hanno condiviso con lui una parte della vita.

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