SFIDUCIA A CIARAPICA, IL CONSIGLIO SI AVVICINA: È FINITO IL TEMPO DELLE PAROLE
Si avvicina il Consiglio comunale che dovrà discutere la mozione di sfiducia al sindaco Fabrizio Ciarapica. I trenta giorni dalla presentazione scadranno il 18 ottobre e il momento della verità politica è ormai vicino.
Sarà interessante vedere se alle dichiarazioni, ai comunicati e alle battaglie di questi mesi seguiranno i fatti.
A cominciare da Silvia Squadroni, consigliera comunale di Siamo Civitanova.
Nel 2022 costruì una parte importante della sua durissima campagna elettorale da candidata sindaco contro Ciarapica proprio sulla contestazione del suo “metodo”, rendendo pubblico il famoso fuori onda con Ciarapica, Claudio Morresi e l’allora segretario comunale Sergio Morosi, nel quale si parlava, tra le altre cose, di una delibera urbanistica che avrebbe dovuto essere “infiocchettata” meglio e del “povero Corrado”, alias Perugini, progettista e responsabile organizzativo di Forza Italia.
Poche settimane fa Squadroni aveva ancora la propria firma sotto una mozione di sfiducia a Ciarapica, mozione che non aveva i numeri perché sottoscritta da soli 9 consiglieri: mancava una firma per arrivare a 10 (numero minimo per portarla in discussione in Consiglio). Poi sono arrivati i numeri per portare davvero la sfiducia in Consiglio: dodici firme, ma anche qui ne manca una per sfiduciare con il voto Ciarapica, in quanto sono necessari 13 voti. E questa volta la sua firma non c’è, “al grido” con Troiani mai, mentre c’è quella dell’altro consigliere di Siamo Civitanova, Giuseppe Lepretti. Senza quel tredicesimo consigliere Ciarapica rimane in sella più forte che mai e agli elettori di Siamo Civitanova diranno: “scusate, abbiamo scherzato”, Ciarapica va salvato perché è cambiato, è più buono, più giusto, ora pensa al bene della città, non ai suoi interessi e allora magari si possono stabilire nuovi scenari: fuori i cattivi di vince, dentro i buoni di Ciarapica, magari ampliando la povera Forza Italia rimasta dopo l’uscita di Croia e Renzi con una sola consigliera, tra l’altro imparentata stretta con il Sindaco.
Le domande sono tante, ma il momento della verità verrà, dove ognuno con il suo voto stabilirà la sua serietà politica e la coerenza, cosa che vale in primis per i consiglieri di Fratelli d’Italia.
Sì, il Consiglio sarà soprattutto il banco di prova di Fratelli d’Italia.
Il partito, tramite il suo segretario cittadino Pettinelli, ha dichiarato pubblicamente venuta meno la fiducia politica in Ciarapica. Pierpaolo Borroni ha parlato di una crisi evidente e ha addirittura invitato il sindaco a fare un passo indietro.
Parole pesanti. Comunicati inequivocabili.
Adesso arriva la parte più difficile: comportarsi di conseguenza.
Perché quando in Consiglio servirà un solo voto per trasformare quelle dichiarazioni in un fatto politico, non basteranno più distinguo, equilibrismi o formule di comodo. Anche un’eventuale astensione avrebbe un effetto politico concreto: consentirebbe a Ciarapica di restare al suo posto e di disporre di strumenti per rafforzare il suo nuovo partito, che inevitabilmente drenerà voti ai Fratelli d’Italia e alla Lega.
Ed è questo che il Consiglio Comunale chiarirà definitivamente.
Chi considera davvero conclusa l’esperienza Ciarapica e chi, dopo averne annunciato pubblicamente la fine, sceglierà nei fatti di tenerla in vita, dimostrando che prevalgono piccole e grandi convenienze personali rispetto alla coerenza e, in definitiva, al bene della città.
Il 18 ottobre si avvicina.
E tra possibili nuovi ingressi, riposizionamenti e improvvise retromarce, forse capiremo molte cose anche prima di entrare in aula.
Perché prima o poi arriva sempre il momento in cui la politica smette di essere un comunicato stampa e diventa una scelta: il voto di ognuno stabilisce la scelta fatta.




