DOPO LA TRAGEDIA DI GIUGNO, L’APPELLO DI UN PADRE: «SERVONO PIÙ SICUREZZA E PREVENZIONE»
La superstrada, con la chiusura dell’uscita di Corridonia e il trasferimento del traffico sulla carreggiata opposta, ha riacceso il dolore di Maurizio Francalancia (nella foto). Quelle modalità di circolazione, con un tratto a doppio senso, hanno riportato alla memoria del padre il 14 giugno, giorno in cui un drammatico incidente costò la vita a tre giovani: Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia, ventenne maceratese alla guida di una Fiat Punto. Nell’impatto perse la vita anche il conducente dell’altra vettura, il 41enne Christian Perugini.
Francalancia ha quindi scelto di rivolgersi direttamente, con una lettera aperta, al prefetto di Macerata Giovanni Signer e ad Anas Marche, chiedendo particolare attenzione sul fronte della sicurezza stradale.
Il padre di Daniele tiene a precisare di non voler stabilire alcun collegamento tra i lavori attualmente in corso e l’incidente di giugno. «Non attribuisco ai lavori la causa di quell’incidente», scrive, sottolineando che sarà la magistratura, attraverso gli accertamenti in corso, a chiarire dinamica e responsabilità.
Nell’ambito delle indagini, le analisi tossicologiche avevano evidenziato nel conducente dell’altra automobile la presenza di alcol e psicofarmaci in concentrazioni elevate. Un elemento che resta al centro degli accertamenti, mentre la famiglia attende che siano gli organi competenti a ricostruire quanto accaduto.
Per Francalancia, però, l’attesa degli esiti giudiziari non può mettere in secondo piano la necessità di prevenire altri incidenti. Dopo lo schianto del 14 giugno, ricorda, il 18 giugno il prefetto aveva disposto un rafforzamento della segnaletica e l’installazione di dispositivi luminosi per il controllo della velocità, interventi che Anas aveva assicurato di voler attuare rapidamente.
Da qui la domanda del padre: se quelle misure erano state ritenute necessarie dopo la tragedia, quali strumenti di sicurezza vengono oggi adottati nel nuovo tratto interessato dal doppio senso di marcia?
Francalancia manifesta inoltre perplessità sull’efficacia dei dispositivi luminosi, ritenendoli utili come richiamo per gli automobilisti ma non sufficienti a impedire l’eventuale invasione della corsia opposta.
La richiesta rivolta ad Anas e alle autorità competenti è dunque quella di valutare soluzioni alternative. Tra le ipotesi indicate, la chiusura temporanea del tratto interessato dai lavori con deviazione del traffico su percorsi diversi. Qualora questa possibilità non fosse concretamente attuabile, il padre chiede che vengano chiarite le misure predisposte per ridurre il rischio di collisioni frontali, compresa l’eventuale installazione di una separazione fisica tra le due direzioni di marcia.
«I gestori delle strade e i responsabili della loro sicurezza devono adottare ogni misura praticabile per non esporre gli automobilisti a rischi evitabili», è il senso dell’appello di Francalancia, che ora attende una risposta dalle istituzioni.




