CONOSCE UNA DONNA SU TELEGRAM, POI LE FOTO INTIME DIVENTANO UN’ARMA PER ESTORCERGLI DENARO

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2026

Una conoscenza nata online, una confidenza cresciuta attraverso i messaggi e poi la richiesta di denaro, fino alle minacce legate ad alcune foto intime. È la vicenda che ha portato sotto accusa due uomini, un 62enne residente a Savona e un 48enne originario della Costa d’Avorio e residente a Napoli. A denunciare il raggiro è stato un 55enne di Civitanova Marche, che il 3 maggio 2024 si è rivolto alle forze dell’ordine dopo aver compreso di essere finito in una trappola.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, tutto sarebbe iniziato su Telegram, dove il civitanovese aveva conosciuto una giovane donna straniera che si presentava con il nome di Natalie. Tra i due sarebbe nata una frequentazione virtuale, diventata progressivamente più confidenziale. La donna, conquistata la fiducia del 55enne, lo avrebbe poi convinto a inviarle alcune fotografie nelle quali l’uomo appariva senza vestiti.

A quel punto sarebbe arrivata la richiesta di aiuto economico. Natalie avrebbe raccontato di trovarsi in difficoltà e avrebbe chiesto al suo interlocutore di aiutarla con del denaro. Il 55enne avrebbe accettato, versandole 120 euro su un conto corrente.

Pochi giorni dopo, però, la situazione sarebbe cambiata. Sempre secondo l’accusa, la donna avrebbe minacciato di rendere pubbliche le immagini intime ricevute, chiedendo in cambio altri soldi. Di fronte alla pressione, il civitanovese avrebbe effettuato un secondo pagamento, questa volta di 100 euro, su una carta prepagata.

Le ulteriori richieste, però, avrebbero insospettito la vittima, che a quel punto ha deciso di rivolgersi alle autorità e raccontare quanto accaduto. Dalle indagini sarebbe emerso che dietro il profilo di Natalie non ci sarebbe stata la giovane donna con cui il 55enne credeva di parlare, ma i due uomini ora accusati. L’ipotesi investigativa è che avessero creato un’identità fittizia per entrare in contatto con le vittime e ottenere denaro attraverso il ricatto.

Per entrambi è stata quindi ipotizzata la contestazione di truffa aggravata ed estorsione in concorso. I due sono assistiti dall’avvocato Anna Maria Recchi.

Il 62enne savonese respinge però ogni addebito. La sua versione è che qualcuno avrebbe utilizzato abusivamente i suoi dati personali e che lui sarebbe completamente estraneo alla vicenda. L’uomo sostiene di non aver mai conosciuto Natalie e di non avere avuto alcuna conoscenza delle somme versate dal civitanovese.

Il 48enne originario della Costa d’Avorio, invece, risulta al momento irreperibile. Proprio per consentire ulteriori ricerche nei suoi confronti, l’udienza celebrata ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Macerata, Francesca Preziosi, alla presenza del pubblico ministero Francesco Carusi, è stata rinviata al 24 febbraio.

La vicenda giudiziaria, dunque, resta ancora aperta e dovrà essere chiarita nel corso dei prossimi passaggi processuali.

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