CLAUDIO GAETANI, CINEMA E MEMORIA: CIVITANOVA ALTA RICORDA IL REGISTA CON “HOTEL/CASA” E “HOMEWARD BOUND”

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2026

Una serata dedicata al cinema, alla memoria e, soprattutto, alle storie delle persone. È quella che si è svolta martedì 29 settembre a Civitanova Alta, nel giorno dell’anniversario della nascita di Claudio Gaetani, attore, regista e docente civitanovese scomparso improvvisamente nel 2022 a Londra.

L’appuntamento ha riunito due lavori nati dal sodalizio artistico tra Gaetani e Giorgio Cingolani: alle 18.30, al Caffè del Teatro Cerolini, la presentazione del libro “Hotel/Casa – L’Hotel House: storia umanistica di un grattacielo”, scritto da Cingolani e Gaetani, e alle 21, al Teatro Annibal Caro, la proiezione del film “Homeward Bound – Sulla strada di casa”, realizzato dai due autori.

Alla presentazione del volume sono intervenuti Giorgio Cingolani e Andrea Nobili, che hanno raccontato il progetto e ricordato la figura di Gaetani. Presenti anche Peppe Barbera e Michele Fofi, direttori artistici del Civitanova Film Festival.
Cingolani, antropologo e playmaker, ha lavorato insieme a Gaetani a un progetto nato con l’obiettivo di indagare il mondo dell’adolescenza, entrando in relazione direttamente con i ragazzi e cercando di conoscere la loro realtà dal di dentro. Ed è proprio in questo percorso che il contributo di Claudio Gaetani è stato fondamentale.
Da una parte la capacità di Gaetani di entrare in relazione con le persone, dall’altra la sua competenza cinematografica. Un binomio che ha permesso ai due di avvicinarsi a una realtà complessa come quella dell’Hotel House di Porto Recanati senza fermarsi all’immagine esterna dell’edificio.

«Mi emoziona essere qui oggi, nel giorno del compleanno di Claudio, proprio nel bar Cerolini dove l’ho conosciuto e dove abbiamo trascorso tante, tante ore insieme», ha raccontato Cingolani durante l’incontro.
Il progetto sull’Hotel House nasce proprio da questa modalità di lavoro: entrare in relazione con gli adolescenti, ascoltarli e provare a comprendere una realtà che spesso viene raccontata soltanto dall’esterno. E l’Hotel House è un luogo che, come ha ricordato Cingolani, praticamente ogni marchigiano conosce, ma che quasi sempre conosce soltanto per ciò che appare da fuori. Il libro prova invece a mostrare cosa accade dentro quel grattacielo.
Non soltanto la questione della struttura, segnata da problemi e condizioni di forte degrado, ma soprattutto la dimensione sociale di chi ci vive. L’Hotel House viene così raccontato attraverso le persone, le loro relazioni, le difficoltà e le esperienze quotidiane.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, nell’edificio vivono circa 1.400 persone, mentre sono circa 400 i ragazzi che frequentano le scuole di Porto Recanati. Ragazzi che, una volta terminata la giornata scolastica, tornano però a vivere in una realtà che rischia di trasformarsi in una condizione di isolamento sociale.
È questo uno degli aspetti centrali del lavoro di Cingolani e Gaetani: comprendere come vivono questi ragazzi, quali relazioni costruiscono e quale rapporto hanno con il resto della città.
Anche Andrea Nobili ha voluto sottolineare il valore umano del lavoro e della figura di Gaetani. Nobili, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, già assessore alla Cultura del Comune di Ancona e garante dei diritti della persona della Regione Marche per cinque anni, ha ricordato come una persona come Claudio «lascia sempre qualcosa», anche a chi non ha avuto modo di conoscerlo direttamente.
Si può infatti conoscere una persona anche attraverso ciò che ha fatto, attraverso le testimonianze e le tracce che ha lasciato.
Nobili ha ricordato in particolare la capacità di Gaetani di coinvolgere gli altri, mettendo insieme passione e competenza. Una capacità che, nel suo lavoro con gli studenti, gli permetteva di mantenere l’attenzione anche di gruppi numerosi, un risultato tutt’altro che semplice quando si affrontano argomenti complessi.
Nel ricordo di Nobili, Gaetani emerge quindi non soltanto come artista, ma come una persona capace di costruire relazioni e di trasformare la propria competenza in uno strumento per avvicinare gli altri alla conoscenza.
L’Hotel House è da decenni una presenza familiare nel paesaggio marchigiano. Un edificio enorme, facilmente riconoscibile, che nel tempo è diventato anche il simbolo di problematiche sociali e strutturali.
Cingolani e Gaetani hanno però scelto di cambiare prospettiva: non guardare il grattacielo dalla strada, ma provare a raccontare ciò che accade al suo interno.

Durante l’incontro, Cingolani ha descritto una situazione strutturale particolarmente difficile. Ha parlato di una scala antincendio in condizioni problematiche, di parti deteriorate e della mancanza di un impianto del metano, con l’utilizzo delle bombole. Una situazione che, nelle sue parole, in alcuni momenti può ricordare quella di «un palazzo bombardato».
Ma la vera questione, ha sottolineato, è che dentro quel palazzo continuano a vivere centinaia di persone.
È questo contrasto a rendere ancora più significativo il lavoro realizzato da Cingolani e Gaetani: da una parte un edificio segnato dal degrado e da problemi strutturali, dall’altra una comunità fatta di persone, famiglie e giovani che ogni giorno vivono quella realtà.
Nel corso degli anni sono state avviate anche iniziative e politiche di mediazione, ma, come è stato ricordato durante l’incontro, alcuni percorsi non sarebbero stati portati avanti con continuità.

Il libro cerca quindi di restituire una dimensione umana a un luogo che troppo spesso viene ridotto alla sua immagine esterna.

Il filo conduttore della serata è stato anche il cinema, linguaggio attraverso il quale Gaetani ha costruito una parte importante del proprio percorso.
Alle 21, al Teatro Annibal Caro, è stato proiettato “Homeward Bound – Sulla strada di casa”, film firmato da Giorgio Cingolani e Claudio Gaetani.
Già il titolo richiama il tema del ritorno, della strada verso casa e della ricerca di un luogo a cui appartenere. Un tema che dialoga idealmente con il lavoro sull’Hotel House e con la condizione di persone e ragazzi che vivono in un luogo ben preciso, ma che possono sperimentare anche forme di distanza e isolamento rispetto al contesto sociale circostante.
La scelta di proiettare il film proprio nel giorno del compleanno di Gaetani ha dato alla serata un significato ulteriore: ricordarlo attraverso il suo lavoro, attraverso le persone con cui ha collaborato e attraverso quei progetti nei quali aveva messo passione, competenza e capacità di relazione.
La serata di Civitanova Alta ha così riportato al centro non soltanto la figura di Claudio Gaetani, ma anche il senso di un lavoro nato dall’incontro tra cinema, antropologia e attenzione alle persone.
Un modo per raccontare l’Hotel House oltre gli stereotipi e, nello stesso tempo, per ricordare un artista che, come è stato sottolineato durante l’incontro, anche dopo la sua scomparsa continua a lasciare qualcosa nelle persone che lo hanno conosciuto direttamente e in quelle che hanno incontrato la sua storia attraverso il suo lavoro.
L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione dell’Istituto Storico di Macerata, dell’Anpi, del Civitanova Film Festival e dell’Azienda dei Teatri.
Il ricordo di Gaetani proseguirà idealmente anche con il Civitanova Film Festival, la cui dodicesima edizione è in programma dal 9 al 18 ottobre, con il tema “Il torto e la ragione”.
Una manifestazione che, ancora una volta, mette il cinema al centro come strumento per interrogare la realtà, raccontare le persone e aprire spazi di confronto.

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