DIECI ORE IN PRONTO SOCCORSO PER UN DITO FERITO: LA DENUNCIA DI UNA CITTADINA
Una lunga attesa in pronto soccorso, iniziata con una ferita a un dito e conclusasi, secondo quanto raccontato dalla diretta interessata, senza che venisse effettuata la sutura.
La vicenda è stata raccontata sui social da una donna che si è recata in ospedale di Civitanova insieme al marito dopo che quest’ultimo, mercoledì, si era ferito a un dito. Inizialmente la ferita era stata disinfettata e medicata a casa, ma la donna, non convinta delle condizioni del dito, aveva deciso di chiedere consiglio in farmacia.
Secondo il suo racconto, il farmacista avrebbe consigliato alla coppia di recarsi in ospedale, ritenendo necessario ripulire e suturare la ferita.
Alle 9.20 del mattino il marito è arrivato in pronto soccorso. Dopo una prima richiesta sulle sue necessità, gli sarebbe stata rimossa la medicazione e applicata una garza, con l’indicazione di attendere fuori.
Le ore, però, sono trascorse senza che venisse effettuata la medicazione definitiva. Soltanto intorno alle 16, dopo quasi sette ore di attesa, l’uomo sarebbe stato chiamato per effettuare una radiografia.
Una scelta che ha suscitato perplessità nella moglie, considerato che, come racconta nel post, la ferita si trovava vicino all’unghia ed era, a suo dire, chiaramente un taglio profondo.
Dopo la radiografia, l’attesa sarebbe proseguita anche per il referto. Nel racconto viene riferito che in quel momento non sarebbe stato disponibile un radiologo per la valutazione dell’esame.
Intorno alle 19, la donna ha quindi deciso di entrare per chiedere informazioni e comunicare che sarebbero andati via. A quel punto, riferisce, le è stato consegnato il referto della radiografia: il dito non presentava fratture.
“Lo sapevamo che non era rotto, era tagliato”, scrive la donna, sottolineando che, a suo avviso, il problema principale era la necessità di intervenire sulla ferita con alcuni punti di sutura.
Il post si conclude con un appello rivolto all’assessore alla Sanità: “Nei pronto soccorso ci deve mettere il personale, non le chiacchiere”, scrive la donna, esprimendo così tutta la propria esasperazione per le ore trascorse in ospedale.




