SANITÀ, RISCHIO TICKET PIÙ CARI NELLE MARCHE: CATENA E MANGIALARDI (PD) CHIEDONO TUTELE PER LE FAMIGLIE
Rischio di un aumento dei ticket sanitari per una parte dei cittadini non esenti e necessità di garantire maggiore accesso alle prestazioni. È questo il tema sollevato dai consiglieri regionali del Partito Democratico Leonardo Catena e Maurizio Mangialardi, firmatari di un’interrogazione a risposta orale rivolta alla Giunta regionale e all’assessore competente.
Al centro dell’iniziativa c’è il nuovo tariffario nazionale, applicabile alle prestazioni prescritte dal 21 settembre, che aggiorna le tariffe di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica su misura. Per le prestazioni specialistiche interessate, l’aumento medio indicato è del 5,8%.
Secondo Catena e Mangialardi, la Regione deve chiarire quali saranno le conseguenze concrete per i cittadini marchigiani, in particolare per le famiglie economicamente più fragili.
«Chi deve prenotare una visita o un esame non può affrontare un’altra difficoltà economica, oltre alle liste d’attesa. Il nuovo tariffario nazionale può comportare aumenti dei ticket per una parte dei cittadini non esenti: la Regione chiarisca le conseguenze nelle Marche e come intende tutelare le famiglie», affermano i due consiglieri.
Nell’interrogazione viene richiamato anche il dato relativo alla rinuncia alle cure: nelle Marche, nel 2024, il 10,6% della popolazione avrebbe dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici, liste d’attesa o difficoltà di accesso.
«Anche incrementi contenuti possono pesare su chi sostiene ripetutamente spese per visite ed esami senza beneficiare delle relative esenzioni», sottolineano Catena e Mangialardi.
I consiglieri dem chiedono quindi alla Giunta regionale di fornire un quadro preciso degli effetti del nuovo sistema tariffario. In particolare, vogliono conoscere quali prestazioni potrebbero comportare un maggiore esborso per gli utenti, quali saranno gli importi, quanti cittadini saranno coinvolti e quali misure la Regione intenda adottare per neutralizzare o compensare eventuali aumenti.
L’interrogazione riguarda anche le risorse destinate alle Marche e gli effetti sui budget delle strutture pubbliche e private accreditate. Catena e Mangialardi chiedono inoltre di conoscere gli incrementi dei volumi di attività programmati e le conseguenze previste sui tempi di attesa.
«Le tariffe si decidono a Roma, ma le conseguenze le vivranno le famiglie marchigiane – dichiarano i consiglieri –. La Regione deve dire subito quanto costerà ai cittadini, quante risorse arriveranno nelle Marche e quante prestazioni in più saranno garantite».
Per i due esponenti del Pd, il tema dei ticket è strettamente collegato anche a quello delle liste d’attesa. L’eventuale aumento dei costi delle prestazioni, sostengono, dovrebbe essere accompagnato da un adeguamento della programmazione sanitaria e dell’offerta.
«Se i maggiori costi delle prestazioni assorbono le risorse senza un adeguamento della programmazione, il rischio è che le attese rimangano immutate e l’offerta insufficiente», affermano Catena e Mangialardi, secondo i quali le difficoltà di accesso alle cure possono accentuare le differenze tra chi può sostenere economicamente il ricorso a prestazioni alternative e chi invece è costretto ad attendere.
L’interrogazione chiede dunque alla Giunta regionale l’impatto economico complessivo del nuovo tariffario sul Servizio sanitario regionale, le risorse destinate alle Marche, gli effetti sui budget delle strutture sanitarie e le eventuali variazioni della compartecipazione alla spesa.
«Vogliamo numeri precisi sui ticket, anche sul maggiore esborso complessivo per gli utenti, e impegni perché l’aggiornamento non pesi ancora sulle famiglie più fragili», concludono i due consiglieri.




