INCHIESTA RICOSTRUZIONE, CESETTI ATTACCA:«IL PRESIDENTE DELLA REGIONE HA ANCORA L’AUTOREVOLEZZA PER GOVERNARE?»
La maxi-inchiesta “Ricostruzione”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Guardia di Finanza, approda al centro del dibattito politico regionale. A sollevare interrogativi sul piano istituzionale è Fabrizio Cesetti, consigliere regionale del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione destinata a essere discussa martedì prossimo in Consiglio regionale.
Al centro dell’iniziativa c’è il ruolo del presidente della Regione Marche dopo gli sviluppi dell’indagine che vede coinvolto l’ormai ex capo di Gabinetto del Governatore.
«Il Presidente della Regione Marche ha ancora la capacità e l’autorevolezza politico-istituzionale per esercitare i poteri, i doveri e le responsabilità di direzione che la Costituzione e lo Statuto gli attribuiscono?», è la domanda che Cesetti pone attraverso il suo atto ispettivo.
Il consigliere dem sottolinea la necessità di distinguere il piano giudiziario da quello politico e istituzionale: «Sarà compito della magistratura accertare e perseguire le responsabilità penali. A noi spetta la valutazione e il giudizio politico e istituzionale dei fatti che stanno via via emergendo».
Per Cesetti, non è possibile limitarsi ad attendere gli sviluppi dell’inchiesta. «E lo dobbiamo fare in fretta, senza rifugiarci nel dire che l’inchiesta farà il suo corso: ne va della credibilità dell’istituzione Regione che tutti insieme abbiamo l’onore di rappresentare», afferma.
Nell’interrogazione vengono richiamati l’articolo 121 della Costituzione, l’articolo 26 dello Statuto regionale e la legge regionale 18/2021. Secondo la ricostruzione politica proposta da Cesetti, l’ex capo di Gabinetto, nell’ambito delle sue funzioni di diretta collaborazione con il Governatore, avrebbe promosso riunioni ed esercitato ripetute pressioni sui vertici regionali e sanitari per condizionare appalti e gare pubbliche.
Un aspetto che, secondo il consigliere del PD, solleva interrogativi anche sulla capacità di controllo e di indirizzo del presidente della Regione. «Se il Governatore non ha avuto contezza di quanto accadeva da anni a pochissimi metri dalla sua stanza, significa che è mancata del tutto la capacità di vigilanza e di direzione politica della Giunta e della macchina amministrativa», sostiene Cesetti.
L’esponente dem richiama inoltre le dimissioni dell’ex capo di Gabinetto, arrivate alla fine del 2025, dopo che, nel mese di novembre, il presidente gli aveva riconfermato la fiducia con un secondo mandato.
Nell’atto presentato in Consiglio regionale trova spazio anche la preoccupazione per le conseguenze dell’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma. Cesetti chiede infatti di sapere quali iniziative intenda assumere l’esecutivo per evitare rallentamenti o blocchi dei cantieri, anche alla luce delle criticità che, a suo giudizio, interessano la struttura commissariale.
La priorità, ribadisce il consigliere regionale, deve essere quella di tutelare le comunità e i lavoratori coinvolti nella ricostruzione.
«Questa Regione deve affrontare la grande questione della ricostruzione, che deve andare avanti. Dobbiamo assicurare che i lavori non si fermino e che vengano pienamente tutelati i diritti dei lavoratori e delle comunità colpite, che non possono pagare il prezzo della cupidigia di uomini privi di senso delle istituzioni, alcuni dei quali hanno agito pure in modo illegale e con disonore».
Martedì prossimo, dunque, il confronto in Consiglio regionale sarà l’occasione per affrontare non soltanto gli sviluppi politici dell’inchiesta, ma anche le garanzie necessarie affinché la ricostruzione delle aree terremotate possa proseguire senza ripercussioni per cittadini e territori.




