IL CORPO COME OPERA: IL DANZATORE CIVITANOVESE FABIO CICCALÈ PROTAGONISTA ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA
Il corpo come linguaggio, strumento di ricerca e autentica opera d’arte. È attorno a questa idea che ruota “CONTEMPORANEO. Fabio Ciccalè”, il docu-film dedicato al danzatore, coreografo e performer originario di Civitanova Marche, da tempo residente a Roma, presentato il 21 ottobre al MAXXI nell’ambito degli eventi speciali della 21ª Festa del Cinema di Roma.
Un importante riconoscimento per il percorso artistico di Fabio Ciccalè, protagonista di un’opera cinematografica che indaga il rapporto tra identità, espressione e trasformazione, partendo da una domanda centrale: che cosa significa fare del proprio corpo e della propria vita un’opera d’arte?
Ideato e sceneggiato da Valentina Faloni, sociologa dell’arte e specialista in ricerca-creazione, che ha curato anche le musiche originali, il film porta la firma di Massimo Franchi per la regia e la fotografia, docente all’Academy Rossellini di Roma. Attraverso interviste, immagini di scena e momenti dedicati alla sua ricerca artistica, il documentario ripercorre le tappe fondamentali della vita professionale di Ciccalè: dagli esordi agli studi, fino al passaggio dalla pittura al teatro e alla danza.
Ne emerge il ritratto di un artista dalla forte personalità, capace di attraversare linguaggi e discipline differenti, facendo del corpo il principale strumento di comunicazione e sperimentazione. La sua danza si allontana dai canoni tradizionali della perfezione fisica e tecnica, per dare spazio a un’espressività autentica, nella quale anche la fragilità, il limite e il tempo diventano elementi di forza.
Il corpo maturo di Ciccalè, la sua attitudine mimica e una poetica che intreccia ironia e tragicommedia lo rendono una figura originale e non convenzionale nel panorama della danza contemporanea. In scena si mette a nudo senza timori, trasformando ciò che potrebbe essere considerato un limite in una potente risorsa espressiva, in un continuo dialogo tra eros e thanatos, vitalità e caducità.
«Con l’ironia si prende gioco del dolore, così che una risata possa diventare lo sfiato per ammortizzare le bruttezze e il no-sense del quotidiano», scrive Valentina Faloni, sintetizzando uno degli aspetti più caratteristici della poetica dell’artista.
Diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Macerata, Fabio Ciccalè ha costruito nel tempo un percorso che mette in relazione arti visive, danza e pratica teatrale. Una formazione multidisciplinare che ha contribuito a sviluppare una ricerca personale, nella quale il corpo diventa contemporaneamente materia compositiva, immagine e strumento di trasformazione.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti realtà della danza contemporanea italiana, lavorando anche con le compagnie di Enzo Cosimi e Giuseppina von Bingen. Dal 2002 porta avanti un proprio percorso coreografico con la compagnia PinDoc di Roma, della quale è coreografo associato. Nel 2010 ha inoltre collaborato con Roberto Castello alla realizzazione delle coreografie per il programma di RAITRE “Vieni via con me”, condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano.
Con “CONTEMPORANEO. Fabio Ciccalè” la sua esperienza artistica diventa materia di racconto cinematografico e occasione di riflessione sul significato stesso dell’arte. La partecipazione alla Festa del Cinema di Roma rappresenta così una vetrina prestigiosa per un artista che, partendo dalle proprie radici marchigiane, ha saputo costruire un linguaggio personale, libero dagli stereotipi e capace di trasformare il corpo in uno spazio di espressione, ricerca e libertà.




