INCHIESTA SULLE PRESUNTE MAZZETTE, OGGI L’INTERROGATORIO PER L’IMPRENDITORE INTERMESOLI
È fissato per oggi alle 10, davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona, Sonia Piermartini, l’interrogatorio preventivo dell’imprenditore maceratese Andrea Intermesoli, 57 anni, coinvolto nell’inchiesta sulle presunte tangenti e sulle infiltrazioni mafiose legate ad alcuni appalti e operazioni immobiliari.
Insieme a lui dovranno comparire davanti alla gip altri quattro indagati: Michele Pompili, 49 anni, di Fano; Pasqualino Allocco, 50 anni, nato a Torino e residente a Casal di Principe, nel Casertano; e i modenesi Francesco e Giovanni Pighi, rispettivamente di 53 e 44 anni.
Per tutti è stato disposto l’interrogatorio preventivo, passaggio previsto prima che il giudice decida sull’eventuale applicazione delle misure cautelari richieste dalla Procura. Al termine delle audizioni, la gip valuterà le posizioni dei cinque indagati e stabilirà se adottare provvedimenti restrittivi e di quale natura.
Intermesoli, assistito dall’avvocato Paolo Giustozzi, si prepara a respingere le contestazioni, mettendo in discussione anche la sussistenza delle esigenze cautelari. Sarà poi la giudice a pronunciarsi sulla richiesta avanzata dagli inquirenti.
Il nome dell’imprenditore maceratese compare nell’ordinanza nell’ambito del cosiddetto affaire delle Monachette, vicenda che gli investigatori considerano «l’archetipo del sistema» al centro dell’indagine, relativa a un presunto meccanismo di mazzette e condizionamenti riconducibili anche ad ambienti mafiosi.
Secondo la ricostruzione accusatoria, Intermesoli avrebbe accumulato un debito di circa 350mila euro nei confronti degli imprenditori Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli. La somma sarebbe stata il compenso per un’attività di mediazione che, secondo gli investigatori, i due avrebbero svolto attraverso l’ex capo di gabinetto della Regione Fabio Pistarelli, con l’obiettivo di favorire l’acquisto dell’area delle Monachette da parte di Erdis Marche.
Nelle conversazioni richiamate dagli inquirenti, Cervigni ed Ezechielli avrebbero fatto riferimento a Intermesoli con l’appellativo di «serpente».
Un ulteriore capitolo riguarda l’appalto per la ristrutturazione dell’area. Stando all’ipotesi investigativa, Intermesoli avrebbe concordato con il costruttore Enrico Crucianelli, risultato aggiudicatario dei lavori, il versamento di una somma pari al 2% del valore dell’appalto, quantificata in circa 120mila euro.
Sarà ora l’interrogatorio davanti alla gip a rappresentare un passaggio importante nell’iter giudiziario. Dopo aver ascoltato gli indagati, la giudice dovrà decidere se accogliere le richieste cautelari della Procura. Le contestazioni restano allo stato ipotesi investigative e dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.




