1.300 CHILI DI PESCE SEQUESTRATI, COINVOLTA ANCHE CIVITANOVA
Un’operazione su scala regionale per contrastare le irregolarità nella filiera ittica. Circa 180 verifiche, 16 sequestri e sanzioni amministrative per quasi 40mila euro. In campo anche la Capitaneria di porto di Civitanova Marche.
Oltre 1.300 chili di prodotti ittici sequestrati, 300 metri di reti da pesca confiscati e quasi 40mila euro di sanzioni amministrative. È il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia Costiera nelle Marche, che nei giorni scorsi ha intensificato i controlli lungo tutta la filiera della pesca, con l’obiettivo di contrastare le attività irregolari e tutelare i consumatori.
L’attività, coordinata dalla Direzione marittima di Ancona, ha coinvolto diverse Capitanerie e uffici marittimi della regione, tra cui quello di Civitanova Marche, insieme a Pesaro, Fano, Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto. Complessivamente sono stati eseguiti circa 180 controlli, che hanno portato a 16 sequestri.
Le verifiche hanno interessato l’intera catena commerciale del prodotto ittico: dalle imbarcazioni ai punti di sbarco, passando per pescherie, centri commerciali e ristoranti. I controlli non si sono limitati alla fascia costiera, ma hanno raggiunto anche diverse località dell’entroterra marchigiano, tra cui Urbino, Jesi, Ascoli, Spinetoli e Amandola.
L’obiettivo è verificare il rispetto delle normative sulla pesca, la regolarità della commercializzazione e la corretta tracciabilità dei prodotti destinati alla vendita e al consumo.
Tra i provvedimenti adottati figura anche la chiusura di un ristorante ad Ancona. Durante un controllo effettuato con il personale del Dipartimento di prevenzione dell’Ast sono state riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie. I molluschi bivalvi ancora vivi sono stati rigettati in mare con l’ausilio delle motovedette della Guardia Costiera, mentre altri prodotti, dopo le necessarie valutazioni sanitarie, sono stati donati alla Caritas diocesana.




