NEL CANTIERE PIÙ GRANDE D’EUROPA SI È INSEDIATA LA CRIMINALITÀ MAFIOSA: LA RESPONSABILITÀ DELLA DESTRA CHE GOVERNA

Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2026

Duro intervento del Partito Democratico della provincia di Macerata dopo le indagini condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e dalla Guardia di Finanza sulla ricostruzione post-terremoto. Il PD, pur ribadendo la fiducia nella magistratura e il principio di garantismo, solleva una forte questione politica sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nei cantieri della ricostruzione e chiama in causa le responsabilità del centrodestra e di Fratelli d’Italia al governo.

La posizione è stata espressa dall’Assemblea provinciale del PD di Macerata, riunitasi ieri all’Hotel San Claudio, che si è detta «sconcertata e amareggiata» per quanto sta emergendo dalle indagini.

«Le responsabilità penali non spettano certo a noi e verranno accertate dalla magistratura, nella quale riponiamo totale e incondizionata fiducia», precisa il Partito Democratico, che tuttavia individua una precisa responsabilità politica nell’attuale gestione della ricostruzione.

Nel comunicato, il PD mette a confronto le esperienze del centrosinistra nella ricostruzione dopo il terremoto del 1997 e nella gestione dell’emergenza del 2016, ricordando la realizzazione di circa 2.000 Soluzioni abitative in emergenza (SAE) e delle relative opere di urbanizzazione. «Non c’è stato nessun avviso di garanzia, nessuna infiltrazione di tipo mafioso, nessuna denuncia o segnalazione di alcun genere», sostiene il partito, rivendicando la capacità delle precedenti amministrazioni di centrosinistra di contrastare i tentativi di infiltrazione criminale.

Di segno opposto, secondo il PD, quanto starebbe emergendo oggi dalle indagini sul sistema della ricostruzione: «Da quando c’è la destra al governo, nel cantiere più grande d’Europa, stando alle indagini in corso, si sono insediate la mafia, la ’ndrangheta e la camorra».

Il Partito Democratico punta quindi il dito contro il centrodestra e, in particolare, contro la filiera di Fratelli d’Italia, sostenendo che le figure coinvolte nella gestione della ricostruzione siano riconducibili a quell’area politica. «Per una volta non possono dire che la colpa è di chi c’era prima», si legge nel comunicato. E ancora: «Il cosiddetto modello Marche, coniato dalla Meloni, oggi purtroppo viene usato e tristemente fatto proprio dal clan dei Casalesi».

Ma, oltre allo scontro politico, il PD pone l’attenzione sulle conseguenze concrete che l’inchiesta potrebbe avere sul territorio. L’Assemblea provinciale chiede chiarezza e interventi urgenti per tutelare i cittadini terremotati, ancora in attesa di rientrare nelle proprie abitazioni a dieci anni dal sisma, i lavoratori e le imprese sane impegnate nella ricostruzione.

In particolare, viene chiesto di evitare ritardi o sospensioni degli oltre 400 cantieri attualmente attivi in capo alla Rest Edile e di chiarire in tempi brevi come potranno proseguire i lavori affidati alle imprese interessate dai provvedimenti cautelari e con quali strumenti giuridici.

Il PD annuncia inoltre che non farà mancare il proprio contributo attraverso proposte a livello parlamentare e regionale, sottolineando la necessità di agire con senso di responsabilità nei confronti dei terremotati e degli amministratori locali.

Infine, il comunicato affronta anche le polemiche legate al Consiglio regionale di Muccia e agli attacchi rivolti al consigliere regionale Leonardo Catena. A quest’ultimo viene espressa la solidarietà dell’intera comunità democratica maceratese, dopo le contestazioni legate alla sua richiesta, quando era sindaco, di adeguamento sismico della casa di riposo di Montecassiano.

«Il PD non intende restare in silenzio di fronte al teatrino della filiera della destra», conclude il comunicato, ribadendo la volontà di stare dalla parte dei terremotati e delle imprese del territorio che operano «con onestà, serietà e trasparenza».

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