PISTARELLI SCARICATO DA ACQUAROLI SI DICE “AMAREGGIATO”. INTANTO, PREPARA LA SUA MEMORIA DIFENSIVA
Fabio Pistarelli si prepara a mettere nero su bianco la propria versione dei fatti. L’ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche, attualmente detenuto nel carcere di Montacuto, starebbe lavorando a una memoria difensiva nella quale intende chiarire diversi aspetti dell’inchiesta Ricostruzione, condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia.
Tra i punti che l’avvocato ed ex consigliere regionale vorrebbe affrontare c’è anche il rapporto con il governatore Francesco Acquaroli, in particolare nei giorni che hanno preceduto il suo allontanamento dagli incarichi regionali. Secondo quanto emergerebbe dalla memoria, Pistarelli sarebbe intenzionato a sostenere che il presidente non gli avrebbe mai comunicato di essere a conoscenza di indagini a suo carico.
Una ricostruzione che si inserisce in un passaggio particolarmente delicato dell’inchiesta. Pistarelli è accusato di aver avuto un ruolo centrale nella presunta rete di relazioni e favori che, secondo gli investigatori, avrebbe condizionato l’affidamento di appalti e lavori legati alla ricostruzione post sisma nelle Marche, attraverso il pagamento di tangenti.
Durante l’interrogatorio di lunedì davanti alla gip Sonia Piermartini, l’ex capo di gabinetto aveva scelto di non rispondere, riservandosi però di presentare successivamente una memoria per ricostruire la propria posizione. Un documento che dovrebbe soffermarsi anche sulla vicenda della presunta fuga di notizie, che avrebbe preceduto la sua uscita dalla Regione nel dicembre 2025.
Nell’ordinanza cautelare, la giudice ricostruisce infatti il ruolo di Acquaroli, sostenendo che il governatore avrebbe avuto un «fondato sentore delle pressioni della cricca» e collegando la rimozione di Pistarelli dall’incarico di capo di gabinetto alla diffusione di informazioni sull’indagine in corso.
Il presidente della Regione, nelle sue dichiarazioni pubbliche, ha invece parlato di semplici voci relative al comportamento del suo ex collaboratore, escludendo di aver avuto conoscenza di notizie di reato. Anche nel corso del consiglio regionale aperto di mercoledì a Muccia, Acquaroli ha ribadito la propria posizione, prendendo nettamente le distanze da Pistarelli.
Proprio questo atteggiamento avrebbe provocato amarezza nell’ex capo di gabinetto, che si sentirebbe abbandonato dalla Regione e dallo stesso governatore. Acquaroli, infatti, aveva definito quanto accaduto un tradimento e, successivamente, aveva dichiarato di aver sbagliato nella scelta della persona alla quale affidare un incarico così importante.
Nella memoria difensiva Pistarelli intenderebbe affrontare anche un altro elemento finito sotto la lente degli investigatori: la cancellazione dei dati dal computer e il trasferimento dei documenti prima di lasciare gli uffici regionali. La sua spiegazione sarebbe legata a una consuetudine amministrativa: svuotare il computer e recuperare i propri documenti personali al termine di un rapporto di lavoro.
L’ex consigliere regionale, inoltre, respinge qualsiasi collegamento con ambienti della criminalità organizzata. Nell’inchiesta si ipotizza che alcune imprese riconducibili alla camorra e alla ’ndrangheta siano riuscite a ottenere lavori e commesse aggirando i controlli antimafia e il sistema delle White List. Un filone investigativo dal quale, secondo quanto sottolineato dallo stesso Pistarelli, il suo nome non risulterebbe coinvolto. Le contestazioni che lo riguardano sono invece relative alla presunta corruzione.
Nel frattempo il suo legale, l’avvocato Gabriele Cofanelli, sta preparando il ricorso al tribunale del Riesame con l’obiettivo di ottenere la revoca della misura cautelare e la scarcerazione del proprio assistito.
Intanto, nella giornata di oggi, è previsto l’interrogatorio di garanzia di Antonio Ezechielli, imprenditore maceratese arrestato nell’ambito della stessa operazione. Considerato dagli inquirenti un altro presunto protagonista del sistema illecito, Ezechielli si trovava in Cina quando erano scattati i primi provvedimenti. Attraverso il suo difensore, l’avvocato Sergio Del Medico, aveva annunciato la volontà di rientrare anticipatamente in Italia per mettersi a disposizione della magistratura. Una volta atterrato all’aeroporto di Falconara lunedì, era stato accolto dai finanzieri e accompagnato nel carcere di Montacuto, dove oggi sarà ascoltato dalla gip.




