ADDIO AD ANTONIO CIMINARI, ANIMA DELLO STORICO BAR MARIO’ DI CIVITANOVA
Civitanova Marche perde Antonio Ciminari, storico titolare del Bar Mario’, punto di riferimento per intere generazioni e luogo di incontro che, nel corso dei decenni, ha accompagnato la vita sociale, sportiva e politica della città. Aveva 76 anni. La sua storia si intreccia con quella del quartiere di San Marone e con un’attività che, nata per iniziativa del padre, è diventata nel tempo molto più di un semplice bar. Accanto alla moglie Patrizia Finocchi e ai figli Andrea e Marco, lascia anche i pronipoti Riccardo, Ludovica, Cesare e Matilde. Proprio il figlio Marco porta avanti da tempo l’attività a Civitanova, mantenendo vivo un legame con la tradizione familiare.
Il Bar Mario’ è stato per anni un luogo di ritrovo capace di attraversare epoche diverse, adattandosi ai cambiamenti senza perdere la propria identità. Già negli anni Sessanta, quando la televisione era ancora un bene presente in poche abitazioni, il locale accoglieva persone di ogni età che si ritrovavano per assistere insieme a importanti appuntamenti sportivi e ad altri eventi seguiti sul piccolo schermo.
A partire dalla metà degli anni Settanta e fino al 1983, il bar fu anche uno dei luoghi legati alle partecipate Feste dell’Unità, che richiamavano un pubblico numeroso. In concomitanza con le manifestazioni venivano organizzate anche marcialonghe, alle quali prendevano parte oltre mille persone. Un periodo che ha lasciato un segno nella memoria di chi frequentava il locale e partecipava alla vita politica e sociale del quartiere.
Ma la figura di Ciminari non si esauriva nella dimensione sociale. A caratterizzarlo era soprattutto il modo di gestire il locale: un atteggiamento che poteva apparire austero, ma che nascondeva una profonda umanità. Sapeva trasmettere disciplina e rispetto delle regole, accompagnandoli sempre alla buona educazione. Una capacità che gli consentiva di mantenere un ambiente ordinato senza rinunciare alla cordialità e alla funzione aggregativa del bar tradizionale.
Attento anche ai cambiamenti, aveva saputo coniugare l’evoluzione dei locali pubblici con il valore del bar come luogo di incontro e socialità. Tra le sue iniziative più apprezzate c’erano i tornei di calcio, compresi quelli che mettevano di fronte vecchie e nuove generazioni. Lo sport rappresentava per lui non soltanto un momento di svago, ma anche uno strumento educativo, capace di insegnare rispetto, disciplina e spirito di gruppo.
Alla gestione del bar aveva affiancato per molti anni anche un’attività di ristorazione nello stesso stabile. Il ristorante è stato scelto da numerose famiglie per celebrare il pranzo di nozze, diventando parte dei ricordi di tante persone che, dagli inizi degli anni Settanta in poi, hanno festeggiato lì uno dei momenti più importanti della propria vita. La scomparsa di Antonio Ciminari lascia dunque un vuoto che va oltre quello familiare e professionale. Il suo nome resta legato a una stagione in cui i bar di quartiere erano centri di aggregazione, luoghi in cui si costruivano relazioni, si seguivano gli eventi sportivi, si discuteva di politica e si organizzavano iniziative capaci di coinvolgere un’intera comunità.
Un’eredità fatta di lavoro, sport e socialità, che continua oggi attraverso l’attività portata avanti dal figlio Marco e nella memoria di quanti hanno conosciuto e frequentato il Bar Mario’ nel corso degli anni.
I funerali si terranno domenica 25 ottobre alle 14:45 nella chiesa di San Gabriele.




