«VOLEVA UN FIGLIO MASCHIO»: ACCUSATO DI AVER PICCHIATO E MINACCIATO LA MOGLIE INCINTA

Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2026

Avrebbe maltrattato la moglie perché non accettava l’idea di diventare padre di una bambina, arrivando, secondo l’accusa, a picchiarla anche durante la gravidanza e a minacciare di morte sia lei sia la figlia. È la vicenda che vede coinvolto un 28enne di origine pakistana, accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie, oggi 23enne. Gli episodi contestati si sarebbero verificati tra il 2024 e il settembre 2025 a Civitanova.

Stando alla ricostruzione accusatoria, l’uomo avrebbe reagito con insulti e aggressioni verbali alla notizia che la moglie fosse in attesa di una femmina anziché di un maschio. In più occasioni l’avrebbe minacciata di ucciderla e di portarle via la bambina, senza risparmiarle le violenze fisiche nonostante fosse incinta.

Le minacce sarebbero proseguite anche dopo la nascita della piccola. Il 28enne avrebbe infatti minacciato di morte entrambe, soprattutto quando la bambina piangeva. Tra gli episodi ricostruiti dagli inquirenti figura quello del 16 settembre 2025, quando l’uomo avrebbe aggredito nuovamente la moglie perché lei si rifiutava di consegnargli i documenti della figlia. In quell’occasione l’avrebbe schiaffeggiata con violenza e avrebbe tentato di colpirla anche con una sedia.

Tre giorni dopo, il 19 settembre, si sarebbe verificato un altro episodio. L’uomo avrebbe preteso con violenza il passaporto della moglie e quello della bambina, minacciando di uccidere la 23enne se non avesse obbedito. Successivamente le avrebbe sottratto la carta Postepay, trasferendo il denaro sul proprio conto.

Secondo quanto contestato, il marito avrebbe inoltre limitato la libertà di movimento della giovane, impedendole di uscire autonomamente e imponendole di essere sempre accompagnata dal fratello. Un comportamento che avrebbe contribuito a isolarla e a mantenerla in uno stato di costante paura.

Temendo per la propria incolumità e per quella della figlia, la donna avrebbe infine deciso di chiedere aiuto e denunciare il marito, facendo così scattare le indagini.

La vicenda è approdata in tribunale a Macerata. L’udienza preliminare, inizialmente fissata per ieri mattina davanti al giudice Francesca Preziosi, con il pubblico ministero Enrico Riccioni, è stata rinviata al prossimo 27 ottobre. Il 28enne è difeso dall’avvocato Giuseppe Lufrano.

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