COSTAMAGNA ATTACCA CIARAPICA: «NON SI PUÒ GOVERNARE CON IL VOTO FAVOREVOLE DI 7 CONSIGLIERI SU 25»
«In questo caldo inizio d’autunno a Civitanova non ci facciamo mancare niente, proprio niente». Esordisce così Ivo Costamagna, presidente provinciale di Azione e responsabile regionale del Movimento Socialista Liberale, intervenendo sul clima politico cittadino dopo il Consiglio comunale dedicato alla mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica. Nel mirino di Costamagna c’è soprattutto la tenuta politica dell’amministrazione, alla luce dei numeri emersi in aula e delle posizioni espresse durante il dibattito. L’esponente politico ricorre a un paragone storico per descrivere l’atteggiamento del primo cittadino: «Mancava soltanto che il sindaco Ciarapica parafrasasse addirittura Luigi XIV, il mitico Re Sole: “La maggioranza sono io”». Costamagna sottolinea come, a suo giudizio, il risultato del voto rappresenti un segnale politico inequivocabile: «Numericamente è vero, il solo voto di maggioranza con cui è rimasto in carica è il suo, esclusivamente il suo (13), cosa mai successa prima». Costamagna critica anche quella che definisce l’assenza di reazioni da parte di una parte dell’opposizione, utilizzando toni particolarmente duri. La sua conclusione è netta: «Mettiamola così, non si può governare una città come Civitanova con il voto favorevole di 7 consiglieri (compreso naturalmente il suo) su 25. In democrazia non funziona così, caro sindaco».
Per l’esponente politico, la strada più opportuna sarebbe stata quella delle dimissioni subito dopo la seduta consiliare: «Sarebbe stato molto più dignitoso ed istituzionale prenderne atto e dimettersi appena terminato il Consiglio».
Costamagna punta quindi l’attenzione sul confronto tra Ciarapica e il consigliere regionale di centrodestra Pierpaolo Borroni, che aveva chiesto al sindaco di dimettersi, secondo Costamagna, in una presa di posizione poi smentita da esponenti del suo stesso partito.
«Borroni se l’è cercata, è vero, ma la portata politica della sua richiesta di dimissioni al sindaco è enorme, anche se in ritardo di sei mesi», afferma Costamagna, evidenziando il peso politico dell’intervento del consigliere regionale, eletto con un ampio consenso in città.
Nel suo intervento, Costamagna richiama anche la vicenda dei 638 iscritti a Futuro Nazionale a Civitanova, tema sul quale, riferisce, la trasmissione televisiva Le Iene avrebbe cercato risposte dal sindaco e dai dipendenti comunali interessati.
«Arrivano addirittura le Iene per chiedergli conto delle 638 adesioni a Futuro Nazionale e né lui né i dipendenti comunali interessati si fanno trovare. E Civitanova tornerà a far ridere l’Italia proprio perché il sindaco non risponde», dichiara.
L’ultimo passaggio del comunicato riguarda un’affermazione attribuita a Ciarapica, secondo cui, fatta eccezione per Borroni, nessuno gli avrebbe chiesto di dimettersi. Una ricostruzione che Costamagna contesta apertamente.
«Questo non è vero», afferma, elencando le forze politiche che, a suo dire, avrebbero già formalizzato la richiesta: «Azione, il Partito Liberaldemocratico, i Riformatori, Ora, il Movimento Socialista Liberale, il PSI e tutta la “galassia riformista”.
Da qui l’annuncio di una nuova iniziativa politica, che punta a coinvolgere direttamente i cittadini attraverso gli strumenti previsti dallo statuto comunale.
«Raccoglieremo le firme dei cittadini per, ai sensi dello statuto comunale, discutere e votare un ordine del giorno di censura motivata dell’operato del sindaco. A quel punto sarà il prefetto a decidere».




