CIVITANOVA, IL M5S ATTACCA L’AMMINISTRAZIONE CIARAPICA: «MENTRE AUMENTA IL CAROVITA, LA POLITICA PENSA AI GIOCHI DI POTERE»

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2026

Una politica sempre più concentrata sulle dinamiche di potere e sempre più distante dai problemi quotidiani dei cittadini. È questa la critica mossa da Stefano Mei, del Movimento 5 Stelle di Civitanova Marche, dopo quanto accaduto nel Consiglio comunale di mercoledì 14 ottobre. Nel mirino del pentastellato non ci sono soltanto le tensioni all’interno della maggioranza, ma soprattutto le conseguenze che questo modo di amministrare rischia di avere sulla città, mentre le famiglie devono fare i conti con il carovita e con l’aumento dei costi dei servizi essenziali.

«Abbiamo scelto di lasciar trascorrere alcuni giorni prima di intervenire pubblicamente su quanto accaduto in Consiglio comunale. Non per indifferenza, ma per la convinzione che episodi di tale rilevanza meritino una riflessione a mente fredda, lontana dalla concitazione del momento», afferma Mei.

Il Movimento 5 Stelle, pur non avendo propri consiglieri nell’attuale assise cittadina, ritiene necessario intervenire su una vicenda che, secondo il suo rappresentante, evidenzia le difficoltà della politica locale. «Quando il confronto politico si riduce a dinamiche di potere, contraddizioni e personalismi, crediamo sia doveroso intervenire, nell’interesse dei cittadini e del rispetto che le istituzioni meritano».

Il punto centrale della critica riguarda però la distanza tra le vicende politiche di Palazzo Sforza e le difficoltà concrete che interessano la popolazione. Mentre in Consiglio comunale si consumano scontri, divisioni e riposizionamenti, le famiglie devono affrontare costi sempre più pesanti per la gestione quotidiana della vita.

«Il tutto mentre aumenta la TARI, aumenta la bolletta dell’acqua, gli asili nido hanno rette da capogiro, così come crescono i costi dei buoni pasto scolastici», sottolinea Mei, che richiama l’attenzione anche sulle condizioni delle infrastrutture cittadine e sul trasporto pubblico.

«Le strade sono in uno stato pietoso e il trasporto pubblico langue; anzi, gli autobus devono evitare di finire nelle buche che si aprono nell’asfalto».

Un quadro che, secondo il Movimento 5 Stelle, mette in evidenza le priorità che dovrebbero guidare l’azione amministrativa: contenere il peso economico sui cittadini, garantire servizi efficienti e affrontare i problemi del territorio, anziché lasciare che il dibattito politico venga assorbito dalle tensioni interne alla maggioranza.

Nel suo intervento, Mei ripercorre le vicende che hanno caratterizzato il Consiglio comunale del 14 ottobre: dalla mozione di sfiducia al sindaco alle dimissioni che si voleva formalizzare davanti a un notaio, fino alla revoca della delega all’Urbanistica all’ormai ex assessora Belletti e ai cambi di schieramento.

Secondo il pentastellato, si tratta di passaggi che rischiano di alimentare confusione tra gli elettori e di allontanare ulteriormente la politica dai bisogni della comunità.

Nel mirino anche il comportamento di Fratelli d’Italia, che, secondo la ricostruzione di Mei, avrebbe espresso attraverso le parole del proprio capogruppo una posizione critica nei confronti del sindaco, salvo poi astenersi al momento del voto, contribuendo così a salvarlo.

Mei critica inoltre le tensioni che hanno preceduto il dibattito, tra scontri sui social e insulti sessisti, che definisce inaccettabili e da respingere con fermezza. A rendere ancora più grave il quadro, aggiunge, è stato lo scenario visto in aula, con la presenza di bodyguard e Digos.

La critica del Movimento 5 Stelle si estende alle scelte urbanistiche e al modello amministrativo adottato dalla giunta Ciarapica.

«Varianti al PRG talmente impattanti che anche la stessa maggioranza si è vergognata di votare, come già accaduto nella scorsa amministrazione, sempre targata Ciarapica», afferma Mei.

E aggiunge: «Un’amministrazione, quella Ciarapica, incapace di offrire un proprio progetto di città e che si è affidata soltanto ai progetti dei privati».

Una valutazione che si inserisce nella contestazione più ampia del Movimento 5 Stelle, secondo cui le vicende delle ultime settimane non possono essere considerate soltanto una questione interna ai partiti.

«Quando le dinamiche di potere prendono il sopravvento e le contraddizioni della maggioranza diventano evidenti, a pagarne il prezzo rischiano di essere soprattutto i cittadini, che attendono risposte concrete sui servizi, sui costi della vita e sul futuro del territorio», evidenzia Mei.

Non manca, tuttavia, un riferimento a un possibile percorso alternativo. Mei individua nell’intervento del giovane consigliere Lepretti un segnale positivo, per il richiamo a una concezione della politica intesa come servizio alla comunità.

«Uno spiraglio di apertura alla speranza è stato offerto dall’intervento del giovane consigliere Lepretti, con il suo richiamo allo spirito originario della politica come servizio ai cittadini e al bene comune».

La conclusione del Movimento 5 Stelle è un appello al cambiamento e alla costruzione di un progetto amministrativo capace di mettere al centro le persone, i servizi e le esigenze del territorio.

«La nostra città merita una politica capace di assumersi responsabilità, di mettere al centro l’interesse collettivo e di elaborare una visione chiara del proprio futuro. Non servono giochi di palazzo, cambi di schieramento o accordi dettati dalla convenienza: servono serietà, trasparenza, partecipazione e rispetto per la comunità».

E ancora: «Un futuro per la nostra città è possibile, ma lontano da questo modo di fare politica. È ora di un cambiamento epocale nella nostra amata città, attraverso la costruzione di un’alternativa a questo modello predatorio di amministrazione della cosa pubblica».

Il Movimento 5 Stelle assicura che continuerà a seguire l’operato dell’amministrazione comunale, pur senza rappresentanti in Consiglio, mantenendo alta l’attenzione sulle scelte politiche e sulle ricadute per la cittadinanza.

«Un’alternativa a questo modello è possibile e necessaria. È da qui che occorre ripartire per restituire dignità alla politica e costruire un futuro diverso per Civitanova Marche: una città nella quale le istituzioni tornino a essere al servizio dei cittadini e il bene comune prevalga su ogni ambizione personale», conclude Stefano Mei, del Movimento 5 Stelle di Civitanova Marche.

generali
generali
generali