CASO AERDORICA, IL TRIBUNALE ANNULLA IL RINVIO A GIUDIZIO: ACCUSE DA RISCRIVERE E RISCHIO PRESCRIZIONE
Il procedimento giudiziario sul dissesto di Aerdorica, la società a controllo pubblico che gestiva l’aeroporto di Falconara, subisce una brusca battuta d’arresto. Il tribunale di Ancona, riunito in composizione collegiale e presieduto da Roberto Evangelisti, ha dichiarato nullo il decreto di citazione a giudizio, ritenendo le imputazioni formulate dalla Procura troppo generiche e indeterminate per consentire agli accusati di conoscere con precisione le condotte contestate a ciascuno.
La decisione impone ora di tornare indietro nel percorso processuale. Gli atti dovranno essere riesaminati per una nuova formulazione dei capi d’accusa, seguita da un nuovo passaggio davanti al giudice dell’udienza preliminare. Un esito che allunga ulteriormente i tempi di una vicenda giudiziaria avviata da anni e che alimenta il timore della prescrizione per alcuni dei reati contestati.
L’inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza, aveva ricostruito quasi dieci anni di gestione della società aeroportuale, concentrandosi sulle cause del dissesto finanziario e sulle modalità con cui sarebbero stati amministrati i conti. Secondo l’impianto accusatorio originario, i bilanci sarebbero stati alterati per nascondere la reale situazione economica dell’azienda, mentre risorse pubbliche sarebbero state impiegate per consulenze e spese ritenute ingiustificate. Un altro filone riguardava le addizionali comunali sui diritti d’imbarco che, secondo l’accusa, sarebbero state trattenute senza essere riversate allo Stato. La situazione debitoria sarebbe poi sfociata nel concordato preventivo.
Tra le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, figurano la bancarotta fraudolenta e il peculato. Il provvedimento del tribunale non entra nel merito delle responsabilità individuali e non costituisce un’assoluzione, ma riguarda la formulazione delle contestazioni, giudicata insufficiente sotto il profilo della precisione e della specificità.
La decisione interessa numerosi protagonisti della gestione di Aerdorica, tra cui l’ex direttore generale Marco Morriale e diversi presidenti e componenti dei consigli di amministrazione succedutisi negli anni: Mario Conti, Ugo Calzoni, Cristiana Mazzacchera, Giovanni Belluzzi, Paolo Costanzi, Pietro Talarico, Ezio Morettini e Angelo Pietro Collia. Nell’elenco degli imputati figura anche l’imprenditore maceratese Cleto Sagripanti, presidente del consiglio di amministrazione dal 2010 al 2013.
Per Sagripanti, assistito dagli avvocati Renzo Tartuferi e Federico Valori, il pronunciamento rappresenta un risultato importante sul piano delle garanzie processuali. I suoi difensori avevano contestato fin dalle prime fasi la genericità delle accuse, sostenendo che non venissero individuati atti specifici riconducibili al loro assistito, come singole firme, delibere o disposizioni operative.
«Dopo sette anni di vero e proprio incubo giudiziario – commentano gli avvocati Tartuferi e Valori – il tribunale ci dà finalmente ragione su un’obiezione sollevata fin dal primo giorno: non si può chiedere a un cittadino di difendersi da un’accusa che non spiega che cosa abbia fatto di concreto».
I legali sottolineano inoltre che la Procura dovrà ora precisare le condotte attribuite ai singoli indagati, superando le criticità rilevate dal collegio giudicante. «Ora la Procura dovrà riscrivere tutto e indicare comportamenti specifici che, nelle carte attuali, semplicemente non esistono», aggiungono.
Il procedimento si trova così a un nuovo punto di partenza, dopo circa sette anni di vicende giudiziarie. Resta da capire quali saranno i tempi necessari per la riformulazione delle imputazioni e per la celebrazione della nuova udienza preliminare. Nel frattempo, il trascorrere del tempo rappresenta un elemento decisivo: il rischio della prescrizione potrebbe incidere sul futuro del processo, rendendo ancora più complesso l’accertamento giudiziario delle responsabilità legate al dissesto della società aeroportuale.




